Archeologia di un matrimonio
Su «Lacci» di Domenico Starnone

Quale memoria si conserva di un matrimonio sopravvissuto alla rottura? Cosa resiste al furto degli anni? Tra le tante storie materiali, tra l’accumulo dei discorsi, cosa lega davvero i singoli alla minacciosa cantilena dell’«io ero… tu eri…»? E, soprattutto, quante realtà e quante narrazioni parallele vivono dentro il flusso uniforme dell’esistenza trascorsa sotto un medesimo tetto? Il romanzo di Domenico Starnone costruisce un edificio che dà spazio precisamente a questi dubbi, articolandoli sia tematicamente sia stilisticamente: per questo Lacci non è, semplicemente, un romanzo sulla crisi di un rapporto di coppia, ma un’opera che allestisce, attraverso se stessa, gli autoscenari di irrealizzazione di sé tenuti in piedi dai pilastri indistruttibili del matrimonio. Continua la lettura

La critica secondo Fortini

Ringraziando l’autore, ripubblichiamo qui la relazione presentata da Romano Luperini al convegno Fortini ’17, che si è tenuto all’Università di Padova l’11 e il 12 dicembre 2017 in occasione del centenario della nascita, precedentemente uscita sul blog «La letteratura e noi».

In questa introduzione non mi occuperò di Fortini critico ma della critica secondo Fortini. Su Fortini critico sono previsti in questa sezione già cinque interventi, e inoltre su questo argomento non saprei dire molto di diverso da quanto da me scritto negli anni Novanta.1 Confesso tuttavia che non mi sarebbe dispiaciuto fare autocritica su una doppia lacuna di quel lavoro: l’aver taciuto allora sull’importanza fondamentale di un saggio fortiniano di sessanta anni fa ancor oggi attualissimo, Metrica e libertà, e sul ruolo che Fortini critico ha avuto nel delineare il canone del Novecento poetico italiano. Continua la lettura

Ascoltando Sokolov

Grigory Sokolov

Una mia impressione sull’ascolto dal vivo di un recente recital del grande pianista russo Grigorij Sokolov non può non partire da una premessa, che dovrà esser sempre chiara e presente nella mente di chi leggerà questo mio scritto, anche e soprattutto nel caso in cui alcuni dei miei punti di vista sull’arte pianistica di questo interprete non dovessero collimare con quell’idea generale di genialità condivisa dalla critica e da una consistente fetta di ascoltatori: Sokolov è un grande artista, un musicista di altissima levatura, un pianista sbalorditivo. Affermo ciò con tale convinzione che le mie parole potrebbero tranquillamente assumere connotati di autentico assioma; qualcosa, quindi, che è vero di per sé e che non è necessario dimostrare. Continua la lettura

Esercizi di sopravvivenza dello scrittore italiano
Quattro prose di Francesco Forlani, Andrea Inglese,
Giacomo Sartori, Giuseppe Schillaci

Esercizi di sopravvivenza dello scrittore italiano, a cura di F. Forlani, A. Inglese, G. Sartori, G. Schillaci [Il cartello], in «Nuova Prosa», 68, 2017, Socialpatie, a cura di S. Castiglione.

Quattro autori italiani, Francesco Forlani, Andrea Inglese, Giacomo Sartori e Giuseppe Schillaci, si sono riuniti in una “formazione improvvisata”, secondo la loro definizione, che hanno chiamato «Il cartello». Tutti e quattro vivono a Parigi, e hanno in comune la collaborazione, a diverso titolo, al blog letterario «Nazione Indiana». I loro percorsi biografici ed artistici, le loro scelte espressive e di stile sono tutt’altro che omogenee, ma leggendo i testi pubblicati su «Nuova Prosa» (e, in traduzione, nel numero 65 de «La revue littéraire»), quattro prose brevi che accompagnano la presentazione del gruppo, e che vertono sulla loro condizione di scrittori italiani non mainstream, si è colpiti dalla postura condivisa, dall’approccio comune alla questione che mostrano di avere. Continua la lettura

Letteratura spagnola ed editoria napoletana:
il caso Guida editore

L’editore e la libreria

L’editore Guida apre i battenti all’inizio degli anni Trenta del Novecento,1 estendendo al campo editoriale le suggestioni raccolte da un’intensa attività culturale che la libreria favorisce in uno dei luoghi storici di Napoli, Port’Alba. È qui che Alfredo Guida fonda il nuovo gruppo, con sede in uno dei locali della storica “Via dei libri” napoletana: nei primi anni di vita, forte del nutrito circolo di intellettuali che gravitano attorno alla libreria, può destreggiarsi in un contesto caratterizzato da un’effervescenza di idee e proposte, che malgrado ripetuti sforzi operati su più fronti, sarà destinato a esaurirsi con lo scoppio della Seconda guerra mondiale. Sulla scia di Ricciardi, assieme a Morano il reale protagonista dell’editoria napoletana, l’imprenditore Guida cerca di superare le barriere ideologiche che circondano il campo delle lettere, proiettando la propria attività in un ideale contesto di convivenza di idee, volto a un risveglio culturale necessario dopo quasi una decade di ottenebrante regime. È in virtù di tale istanza che all’interno dei primi cataloghi troviamo, fianco a fianco, autori di opposizione, apertamente antifascisti, come Roberto Bracco, e testi invece molto più filogovernativi, destinati soprattutto alla divulgazione scolastica o accademica. Continua la lettura

Il romanzo saggio
1884-1947

Stefano Ercolino, Il romanzo saggio. 1884-1947, trad. it. di Lorenzo Marchese, Firenze-Milano, Bompiani («Agone»), 2017, 298 pp.

In linea con gli scopi dichiarati dal curatore Antonio Scurati per la sua collana «Agone», la traduzione del volume The Novel-Essay (Palgrave Macmillan, 2014) porta al lettore italiano la seconda opera di un ottimo rappresentante di una nuova generazione d’intellettuali impegnati in un confronto con i grandi temi culturali della contemporaneità. Stefano Ercolino (1985), formatosi sotto la lezione di Massimo Fusillo e Franco Moretti, dopo diversi incarichi come ricercatore in Europa e negli Stati Uniti, insegna letterature comparate alla Yonsei University di Seul. Nei tre anni trascorsi dalla pubblicazione dell’opera originale in inglese, Il romanzo saggio ha suscitato ampia risonanza non solo nel mondo accademico (su riviste come «Modernism/Modernity», «Compar(a)ison», «Between», «Los Angeles Review of Books», «Strumenti critici», «Syndey Review of Books»), ma anche in quello più ampio del dibattito militante sui giornali e sui siti specializzati («La Repubblica», «Alias», «La Lettura», «Doppiozero», «Le parole e le cose», «Fata Morgana»). Il fatto si spiega non solo con l’innegabile qualità della proposta teorica dell’autore, in grado di combinare analisi stilistica e storica su un corpus di lavoro con un convincente inquadramento culturale del problema, ma soprattutto con la natura del tema stesso, che chiama in causa una forma letteraria ibrida, tra saggistica e narrazione, che apparentemente continua dalla modernità fino a noi. Continua la lettura

Conversazione ininterrotta
Rassegna bibliografica su Franco Fortini nel centenario della sua nascita (1917-2017)

A conclusione di un 2017 ricco di eventi organizzati in occasione del centenario della nascita di Franco Fortini, proponiamo ai nostri lettori la Rassegna bibliografica compilata da Francesca Ippoliti e apparsa sul numero 18 di «Testo e Senso».

Si fa tardi. Vi vedo, veramente
eguali a me nel vizio di passione,
con i cappotti, le carte, le luci
delle salive, i capelli già fragili,
con le parole e gli ammicchi, eccitati

e depressi, sciupati e infanti, rauchi
per la conversazione ininterrotta,
come scendete questa valle grigia,
come la tramortita erba premete
dove la via si perde ormai e la luce.

Le voci odo lontane come i fili
del tramonto tra le pietre e i cavi…
Ogni parola che mi giunge è addio.
E allento il passo e voi seguo nel cuore,
uno qua, uno là, per la discesa.

F. Fortini, Agli amici (in Poesia e errore)

 

Franco Fortini nasce a Firenze il 10 settembre 1917, a ridosso della Rivoluzione d’Ottobre. Nel 2017, ad un secolo dalla nascita del poeta, saggista e scrittore, e dal grande rivolgimento politico che ha cambiato le sorti del XX secolo, quali bilanci è possibile trarre in merito all’avanzamento degli studi fortiniani nei nostri giorni? Quale eredità riceviamo da una testimonianza artistica e intellettuale espressa in un corpus di oltre quaranta volumi?1 Continua la lettura

«La situazione è eccellente». Verifica dei poteri e noi
Una prefazione inedita di Fortini

Los Poderes Culturales web

 

Nel 1970 esce in Venezuela la prima traduzione in lingua straniera di Verifica dei poteri. È però già nel 1966, a un anno dalla prima edizione italiana, che Fortini (grazie alla mediazione di Alberto Filippi) entra in contatto con Rafael Di Prisco, studioso di letteratura dell’Università di Caracas interessato al lavoro di traduzione, con cui inizia uno scambio epistolare per discutere alcune modifiche da apportare al libro. Continua la lettura

Non è lavoro, è sfruttamento

Sala Storica della Biblioteca Comunale degli Intronati
via della Sapienza 5 – SIENA

giovedì 11 gennaio 2018, ore 17.30

Presentazione del libro di Marta Fana

Non è lavoro, è sfruttamento

introducono Luciano Borghi e Giovanna Giorgetti
intervengono Alberto Prunetti e Marta Fana
coordina Giulia Romanin Jacur

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I poeti e la pubblicità
Note su Fortini copywriter per la Olivetti

Sono stato assunto alla Direzione Pubblicità e Stampa dell’Olivetti nel gennaio 1964 e ci sono rimasto poco, due anni soltanto. Avevo incontrato Franco Fortini nelle riunioni di redazione dei «Quaderni Rossi» e dei «Quaderni Piacentini», quando il suo rapporto con l’azienda di Ivrea si era già concluso. Adriano Olivetti era morto nel 1960, la sua eredità stava per essere smantellata ma quattro anni dopo, se c’era un luogo dove la sua memoria era custodita ancora con venerazione, quello era la Direzione Pubblicità e Stampa in via Clerici, a Milano, all’ultimo piano. La dirigeva Riccardo Musatti e per segretaria aveva quella che era stata la segretaria personale di Adriano, una figura leggendaria in azienda, partigiana combattente, un pezzo di donna che m’incuteva soggezione ed alla quale non ero proprio simpatico. Continua la lettura

Versioni di me medesimo

Alessandro Niero, Versioni di me medesimo, Massa, Transeuropa, 2014.

Un mondo di sfuggenti ossessioni e di sottili conforti si affaccia da questa raccolta di versi, la terza data alle stampe da Alessandro Niero dopo Il cuoio della voce (Voland, 2004) e il misto di prosa e poesia di A.B.C. Chievo (Passigli, 2013). Come nel Paterson di Jim Jarmusch, un uomo non si sottrae a nessuna delle sue più ordinarie incombenze: entra nei negozi e negli istituti, lascia la figlia a scuola o fa il turista, si sposta in treno o fa rifornimento di benzina. Il suo orecchio è sempre attento alla risacca del quotidiano, a cavare poesia dalle sue pieghe più inaspettate, intrecciandole con i suoi propri assilli. Quello sul tempo, innanzitutto: le sue sospensioni, gli stratagemmi opposti al suo trascorrere, il suo dilatarsi nell’atto della lettura (la pagina di libro intrattiene infatti una relazione assai stretta col tempo). Continua la lettura

Memoria del futuro
Video

Qui il video della lettura Memoria del futuro. Leggere Franco Fortini a cento anni dalla nascita. I luoghi fiorentini, tenutasi nell’ambito del Festival Internazionale di Poesia Voci lontane, voci sorelle. Firenze, Cimitero degli Inglesi, 12 settembre 2017. Continua la lettura

Qualsiasi cosa cerchi di scrivere

Qualsiasi cosa cerchi di scrivere per esprimere la mia ammirazione per Ernesto Che Guevara, per come visse e per come morì, mi pare fuori tono. Sento la sua risata che mi risponde, piena d’ironia e di commiserazione. Io sono qui, seduto nel mio studio, tra i miei libri, nella finta pace e finta prosperità dell’Europa, dedico un breve intervallo del mio lavoro a scrivere, senza alcun rischio, d’un uomo che ha voluto assumersi tutti i rischi, che non ha accettato la finzione d’una pace provvisoria, un uomo che chiedeva a sé e agli altri il massimo spirito di sacrificio, convinto che ogni risparmio di sacrifici oggi si pagherà domani con una somma di sacrifici ancor maggiori. Continua la lettura

Teoria&Poesia. Un dialogo fra critici e poeti
a cura di Paolo Giovannetti e Andrea Inglese

Libreria Claudiana
via Francesco Sforza 12a, MILANO

sabato 16 settembre 2017

 

Questo incontro nasce come ideale proseguimento della riflessione avviata in un numero recente de «il verri» (n. 61, 2016) dedicato a “Teoria e poesia”. In particolare, ci è sembrato denso di spunti importanti un lungo articolo di Paolo Giovannetti intitolato Dopo ‘il testo poetico’. I molti vuoti della teoria. Continua la lettura