Seguendo un’impostazione garbatamente pedagogica, ma senza un’ombra di impositive prescrizioni, Alberto Cavaglion suggerisce modalità di vedere e di ricordare esente dagli schemi dilaganti. E lo fa con una guida ritmata in succosi saggi, che prendono d’occhio casi esemplari. A che valgono gli istruttivi viaggi che conducono gli studenti a visitare Auschwitz se non si va oltre la percezione di ciò che resta di una macchina mostruosa.

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