La forza dell’attesa
Su Velio Abati romanziere e poeta

Domani1 il romanzo, Questa notte, Canzoniere le poesie. Entrambi i testi sono stati pubblicati dall’editore Manni, rispettivamente nel 2013 e nel 2018. Si tratta, se così si può dire, di due romanzi, l’uno in prosa, l’altro in versi; l’uno narra le vicende di una lunga epoca della storia d’Italia, l’altro narra la storia dell’autore e, al contempo, la storia di compagni, amici, parenti, in una parola la storia di un’epoca, di una certa cultura italiana che vi entra sia attraverso il lessico, sia attraverso sonorità ed echi quasi sempre involontari.

Nelle prime poesie l’autore è visto mentre con altri partecipa alla vita sociale e politica, come, per esempio, in Campagna elettorale. Al figlio Guido, con tenerezza dedica poesie volutamente semplici, ma raffinate nella metrica e nelle scelte lessicali: Gennaio: «La brezza / che spezza // pur la scorza / la rinforza»; Aprile: «Là sbrinca / la tinca // qui c’è il chiú / col cucú».

Quanto si è detto del lessico a proposito del romanzo Domani, va ripetuto a maggior ragione qui per le poesie: un lessico con radici colte e “terrene”, un linguaggio ricco, variopinto. Alcune poesie hanno l’andatura della prosa, narrano vicende della quotidianità, come ad esempio Interno, dove è presente, come spesso nell’opera di Abati, la vita dei campi. Questa poesia, come Campagna elettorale, sembra appartenere a un’età giovanile dell’autore: «E il dolore dev’essere / un grido di guerra». La poesia si chiude con un’affermazione forte, una sorta di sentenza, di verità: «Dei nomi che hanno perso la cosa».

La sezione che segue ha per titolo: Albe, Rese, un gioco di parole che richiama un luogo famigliare al poeta, Alberese. A immagini cupe, come per esempio, «Aberrante pedale / in questa fluorescenza ronzano / monchi corpi atterrati», si alternano festeggiamenti di nozze.2 Poesie più serene anche se mai spensierate. La poesia per A. B. Sulla Mosa c’è una rosa… ha un tono allegro e un’andatura quasi di danza. Poi il passo rallenta, «il sonno non è più completo», le cadenze sono altre, piene di echi, di somiglianza armonica, di accordi, non certo di citazioni. E viene in mente la musica. Agli addetti ai lavori o anche solo a chi abbia ascoltato e memorizzato molta musica può accadere che, nell’ascoltare un brano di un compositore, vi ritrovi un insieme di battute che richiamano un altro compositore più antico: altrettanto accade per il linguaggio poetico e non solo. In questa raccolta di Velio accade spesso con Fortini, un autore che Abati ha conosciuto personalmente, letto, studiato e che qui viene ricordato espressamente:1

Le tue stanze sono alte in via Legnano
a dito mostri i resti anneriti dei muri
sinistri per le tracce slabbrate del novantotto.

Gli echi, le somiglianze armoniche sono tante; talvolta si tratta di situazioni ricorrenti come in questi versi dedicati al padre:

Ora solo la lucidità, strenua
di persistere al lamento
quale, padre
è la pena che
innominato mi gridi?

Il titolo della raccolta, Questa notte, richiama la poesia Stanotte di Fortini. La poesia Mattino:

La lista è compilata
le stanze sono in ordine.
Dalla luce della terrazza
solo il brusio folto del pioppo; urta
il fragore irto di strada.
Il mare è lontano.

Nella cura mattutina, mentre ti attendo
scruto, non visto, il breve tremore.

E ascolto, amore, come fosse stamane
i decenni passati
stringendoci per mano.

Le stanze in ordine, la presenza del mare, quella di una figura femminile, i decenni passati; sono tutti tratti assai frequenti anche in poesie fortiniane.4 L’attenzione alle scansioni del tempo, il passato, il domani hanno un rilievo che si potrebbe definire filosofico in entrambi i poeti, sino a diventare il filo conduttore, la prospettiva entro la quale tutti gli altri aspetti prendono forma e significato.

 

Note

1 Rinvio alla recensione: M.V. De Filippis, «Domani» di Velio Abati, in «L’ospite ingrato», 24 gennaio 2014.

2 Non sono infrequenti accenni a festeggiamenti e nozze, si veda per esempio la poesia Dalle fiere selvagge a p. 38 o Nel dì che ognuno invita al su’ diletto a p. 39.

3 Via Legnano si trova a Milano e lì Franco Fortini ha vissuto insieme alla moglie Ruth Leiser.

4 Richiamo qui alcuni titoli di poesie di Fortini con l’indicazione della pagina dal volume F. Fortini, Tutte le poesie, a cura di L. Lenzini, Milano, Mondadori, 2014. Mi limito, perché non è questa la sede per un’analisi delle poesie di Fortini, a darne i titoli lasciandoli in un ordine “cronologico”. La piccola scelta di testi fortini ani è stata fatta in relazione ai temi trattati nel corso di questa recensione. Per spiegare tale scelta aggiungo fra parentesi, accanto al titolo, una o due parole che aiutino a vederne il nesso con i temi trattati. Lettera (il padre), p. 44; Congedo (piccola notte), p. 160; Fra parentesi (non è vero), p. 174; Mattina di luglio (natura e storia), p. 227; Non è vero (l’incipit), p. 253; La gronda (dalla finestra), p. 258; Le radici (non verrà nessuno), p. 280; In Memoria II (il padre), p. 325; A Vittorio Sereni (destini), p. 342; Questa mattina di sole (natura e storia), p. 355; La risposta (il padre), p. 438; Un’ora esiste (natura e storia), p. 444; Sono nella stanza… (tutto è ordinato), p. 506; E così una mattina… (dalla finestra), p. 507; Stanotte (l’incipit), p. 509; Nel cortile… (dalla finestra), p. 521; Così non fu… (natura e storia), p. 553.