
Coro di anziani contadini
Voci di anziani contadini
Coro di donne
Voci di donne
Nunzio
Creantide
Eco di Creantide, solo voce
Eco 2, solo voce
Scherani armati di manganello.
La piazza, malgrado la determinazione della lingua, può essere di una qualunque città, in un tempo che sporge fino al nostro. Invece l’eccidio è quello dei Martiri d’Istia, avvenuto a Maiano Lavacchio (Gr), nel 1944 della nostra era.
Voce A
Considerate se questi sono tempi normali
quando ognuno campa in pace e fatica la vita.
Manco uno oggi è restato nei campi.
Coro
Tutti ci trascina la disperazione
Voce B
la rabbia
Coro
la furia pei grani distrutti
il lupo ci piglia
pel fuoco del cielo che schianta la terra
secca i fossi e le piante stente orbe di frutti.
Voce C
Ma a luglio quest’anno, peggio di sempre
spaventosa valanga d’acqua s’è rovesciata
Coro
Buio il cielo di colpo ha schiacciato la terra.
Voce D
ha strappato via argini e cerri
sfondato i ponti, le case, le stalle,
travolto animali, persone, palazzi
Coro
Abbai, poi, gridi, muggiti,
preghiere, singulti, belati, bestemmie.
Voce E
un’ira di dio di melma più alta di due cristiani
sopra orti campi paesi e città
un inferno
dove più niente si vede, niente resiste.
Coro, con cadenza lenta, profonda, di preghiera
Neve lue rue Marmar sins incurrere in pleoris
Satur fu, fere Mars, limen sali, sta berber
Semunis alterni advocapit conctos
Voce F
Le coste dei colli
le coste dei colli mangiate fino all’osso
e sotto
un pantano senza fine
solo acqua, silenzio, fetore di morte.
Voce G
Come troveremo le forze
per scavare i poveri corpi dispersi?
Dove potremo piangere, noi pochi, le tombe? Quando
potremo ancora seminare la terra?
Coro, invocazione in tono crescente
Enos Lases Iuvate
Enos Lases Iuvate
Enos Lases Iuvate.
Voce H
Di questo oggi si chiede a chi ci comanda
Coro
Chi governa
la conoscenza deve seguire e il bene comune
Voce I
Ma chi ora comanda con aria di lutto s’affaccia
“sempre” dice con voce innocente
“sempre da che mondo è mondo
dal cielo viene caldo e freddo e acqua e sole”.
Coro
Se niente che nasce scappa da morte
se figlio l’uomo resta della terra e del cielo
nessuno dei nati
ci s’insegna dagli antichi sapienti
è più forte dell’uomo
che alza argini ai mari, semina i cieli
fruga la terra e gli abissi.
Voce L
Già con prove degli scienziati conosce
i mille e mille anni
del tempo di prima dell’uomo
prima ancora che morte e vita fossero
quando né la terra, né il cielo, né un granello di niente esisteva
nell’infimo spazio infinito di buia
immota energia
del Tutto.
Voce M
Già da tempo chi studia
i moti dell’aria e delle stagioni, questo che oramai ci travolge
vendemmia della gola dei mortali
descrive, predice e ripete.
Coro
Guardate quanto senza pari è oggi
la potenza
della catena umana
che massimo del comune controllo e decisione ha bisogno
perché il denaro
più possente del fulmine e del terremoto
a tremenda tracotanza conduce chi lo comanda
tanto che cieco e privo di ragione
mena agli stenti parecchi e tutti a perdizione.
Ascoltate!
Non si tratta d’indignazione
che sempre all’ira dà sfogo.
E certo nostro nemico è il non sapere.
Ma più dannoso ancora dell’ignoranza
persino di quella che consapevolezza non ha
è il non volerne sapere
frutto insieme di superbia
e innominabile paura.
Si pretenda invece
più che del pane affamati. Si proclami
più fango del fango chi fabbrica vuote parole
e più miserabile di lei chi sapendo
tace della miseria.
I governanti che da ultimo il popolo ha eletto
nuovo mausoleo hanno innalzato.
Creante, l’antico tiranno, hanno dissepolto con cura
e con tutti gli onori portano ora dentro le mura.
Fra tutti i mortali rifulge
nobile il nome tuo Antigone.
Dal seno del popolo sgorghi
ed un alto poeta inclita
rese la tua giusta pietà.
Piango la gente che t’ignora
perché non ha alla forza limite
nel diritto che si frappone.
Tu ai sottomessi sei la fiaccola
futura sei umanità.
Due voci
Spavento, smarrimento e dolore più serrano i cuori
dove Memoria e Ragione sono bandite, le sole
che dal futuro danno e ricevono vita
perché agevole lì regna il tiranno
che queste sequestra e quelli alimenta.
Coro
Il tiranno
il futuro sequestra
la paura alimenta
Due voci (ogni volta diverse)
Ognuno all’altro guarda con invidia e paura
ognuno misura la propria impotenza
solo conforto la disperata speranza
affidata al despota che di tutto è potente.
Tutto in sé accoglie e di tutti è la voce
del favorito e dell’oppresso
perché sua
è la verità
del sì e del no
tutta egli vince la menzogna:
ovunque ripetuta
fuga la realtà.
Scandalo nuovo allora
con grande pericolo annunciato
è l’antico tesoro, sempre con forza e inganno sottratto
Coro
Uguaglianza!
Due voci
la dote più grande dei mortali
Coro
Uguaglianza!
Due voci
che solo gli ultimi, gli offesi, i più privati dell’uomo
conquistare sanno per sé a vantaggio di tutti
perché senza pari per essi bello
è operare per l’avvenire.
Coro
Uguaglianza.
Uguaglianza.
Uguaglianza.
Due voci, con grida di pianto
“Fucilate me, no i mi’ figliolini, ce l’ho mandati io alla macchia, ce l’ho mandati io”.
Coro
Baciava la donna i piedi al podestà
davanti gli undici condannati.
Questo
ricordate
avvenne
a Monte Bottigli.
Due voci
Qui, nella piazza comune
sia portato riparo.
Le nostre case
Coro
violentate
Due voci
conquistate
Coro
sequestrate
Due voci
da nazisti e fascisti. Gente
che ebbe paura d’essere come gli altri.
Furono
come nessuno era stato
atroci e meschini.
Coro
Non sopportabile è la menzogna
del loro governo, della loro guerra, dei loro massacri.
Due voci
Undici giovani vite
Coro
Mario Becucci, 38 anni, decoratore
Due voci
disarmati
Coro
Antonio Brancati, 24 anni, maestro elementare, studente di medicina
Due voci
dormivano nella macchia
Coro
Rino Ciattini, 20 anni, operaio
Due voci
in due capanne di legni e zolle, costruite a febbraio
Coro
Alfiero Grazi, 19 anni, studente
Due voci
tutti, per una spiata
Coro
Silvano Guidoni, 19 anni, ragioniere
Due voci
nella notte tra il 21 e il 22 marzo
Coro
Corrado Matteini, 24 anni, commerciante
Due voci
in un rastrellamento
Coro
Emanuele Matteini, 21 anni, maestro elementare
Due voci
Di centoquaranta uomini ben armati
Coro
Alcide Mignarri, 20 anni, operaio
Due voci
Il 22 di marzo
Coro
Alvaro Minucci, 20 anni, bracciante
Due voci
Li catturarono,
Coro
Alfonzo Passananti, 22 anni, maestro e studente universitario
Due voci
li derisero,
Coro
Attilio Sforzi, 19 anni studente di ragioneria
Due voci
li fucilarono.
Coro, secondo inno di Antigone, musica da comporre in aria grave e solenne
Ah, piangete giovani e vecchi la grave sciagura
nessun verbo e ala di tempo lenisce ma più indura.
Non degli dei né del caso sappiatelo è fattura
ma dell’uomo che l’altro sopraffà.
Non è male debellato ma sempre lo vedete
se chi è in basso non ha lume e disperso non ha rete.
Io Antigone sempre vivo né il tiranno abbia quiete
perché speranza viva e un’altra età.
Due voci
Nei muri e negli occhi di tutte le case, di tutte le case
ancora fresco è il dispaccio del piccolo capo
Coro
“Gli undici ribelli trovati armati sono stati catturati e fucilati sul posto alle ore 9,30 del 22 andante”
Due voci
Quando altro bando urla funereo il grande
fucilatore dagli scranni più alti
della repubblichina. Di Creante è la firma.
Coro
Mai padre nel nome fu meno felice
mai madre fu più accecata
se ora ascolti quello che qui si dice.
Due voci
“Alle ore 24 del 25 Maggio scade il termine stabilito per la presentazione ai posti militari e di Polizia Italiani e Tedeschi, degli sbandati ed appartenenti a bande.
Tutti coloro che non si saranno presentati saranno considerati fuori legge e passati per le armi mediante fucilazione nella schiena”.
Coro
Tutti
Due voci
per le armi.
Coro
Tutti
Due voci
fuorilegge.
Coro
Tutti
Due voci
nella schiena.
Coro
Tutti
Due voci
per le armi.
Coro
Tutti. Tutti. Tutti.
Due voci
Sempre chi comanda per strage
altra strage comanda.
Coro
Ma Creante altro maggio dallo scranno non vide
e nel giorno radioso del venticinque d’aprile
da sbandato vestito scampa lesto da vile.
Nella Carta per sempre fu scritto
ch’è la fonte di ogni diritto
“È vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista”.
Creantide
Delinquenti
chi vi permette
d’infastidire chi si è meritato il lavoro?
Solo la ricchezza che ognuno a gara produce
secondo l’onesta dedizione di ciascuno
e il differente ingegno
avuto da natura, con intelligenza e coraggio coltivato
è lo scopo delle nazioni
del loro benessere, della loro potenza.
Eco
della loro potenza
Creantide
Il Capo del governo
l’eletto protegge e asseconda
sorveglia
che niente e nessuno interrompa
ma anzi si rafforzi
il corso sacro della ricchezza.
Eco
sacro
della ricchezza
Creantide
Mai disturbare chi davvero vuol fare.
Eco
mai disturbare
Creantide
Solo la patria ricca è sicura con le sue armi
né da altri come serva dipende
ma fiera il suo sangue difende e da pari gareggia.
Eco
fiera
nostro sangue
Creantide
Che è poi questo lordo ululato
queste vostre folli palate di merda
contro chi il popolo acclama ed elegge?
Eco
elegge, acclama
Eco 2
acclama, acclama
nostro
sangue
Creantide
Chi sarebbero
questi campioni di conoscenza, chi
questi scienziatoni? Di che fanfalucate?
Eco
scienziatoni
Eco 2
merda
Creantide
Una sola è la domanda
chi, parlate, chi
Eco
chi
Creantide
quale popolo l’ha eletti?
Eco
chi scienziati
popolo
Eco 2
merda
Creantide
Via questa piazza
spregevole, sacrilego
attacco alla sicurezza di tutti.
Eco
sacrilego, spregevole
Eco 2
l’eletto
acclama
Creantide
Creante ci ha indicato la strada.
Eco
Creante!
Eco 2
Creante!
Creantide
A noi, fratellanza dei creantidi
Eco
a noi!
Creantide
il dovere e l’alto onore
Eco 2
a noi!
Eco
l’alto
l’altissimo onore
Creantide
di guidare senza debolezze di femmina
ma con tranquilla mano sicura
la patria finalmente pacificata.
Eco
sicura
Eco 2
l’eletto
chi
merda
Creantide
Efficacia produttiva e fermezza di governo
è ricchezza
e sicurezza per tutti
è il trionfo del bene sul male.
Eco
è la ricchezza il bene
trionfo sul male
Eco 2
sicurezza
ricchezza
Creante
il bene
Creante
l’eletto
Creante
Creantide
Quale democrazia è quella
che contrasta il volere del popolo?
Quale libertà quella che lo impastoia?
Eco
volere del popolo
Eco 2
chi
merda
Creantide
Noi, governo eletto dal popolo
Eco
a noi!
Eco 2
sicurezza
a noi! a noi!
Creantide
A noi! Per interi decenni in pubblico reietti
Eco
reietti, sputati
Eco 2
sputati, reietti
Creantide
blanditi in privato
da tutti insultati
comoda foglia di fico, mai
permetteremo
che quattro zecche come voi pelandrone
Eco
niente permetteremo
Eco 2
mai permetteremo
Creantide
per niente e mai
permetteremo che quattro zecche
come voi pelandrone
né nessun altro ben più potente
contrasti, umìli
il volere sovrano del popolo padrone.
Eco
padrone, padrone
Eco 2
padrone, padrone, padrone
Creantide
Fratelli, schiacciate i ribelli!
Gli scherani s’avventano
Eco
Spezzate, falciate
Eco 2
Annientate, annientate! Merda! Sangue!
All’assalto dei creantidi i due cori si uniscono. Segue una lotta che alla fine mette in fuga il gruppo dei creantidi. A questo punto, i due cori si mescolano e danzano.
Cori uniti
Oggi è nata nuova età
festeggiamo con la danza
ch’ai mortali è l’uguaglianza
primavera e libertà.
Da qui il canto è distinto per cori, eseguito in strofette alternate. Intanto che uno si ferma per danzare e cantare, l’altro pulisce la piazza da sassi e altra immondizia.
Coro degli anziani
Sì Antigone sei viva
e riscaldi cuori e mente
che al tiranno s’asserviva.
Sei dell’odio più potente
e del timor di chi ha niente
sì che ora canta e danza.
Ai mortali è l’uguaglianza
primavera e libertà.
Coro delle donne
A te rispetto nostra Terra
perché noi non siam padroni
non è il mondo nostra serra
che a comando sprema doni.
I superbi ed i predoni
li sprofondi con tua danza.
Ai mortali è l’uguaglianza
primavera e libertà.
Coro degli anziani
Ascoltate quel che vi dico
in Terra affonda i propri artigli
chi all’uomo è nemico.
I creanti hanno giacigli
dal padrone e dai suoi figli
culla hanno in lor cupa danza.
Ai mortali è l’uguaglianza
primavera e libertà.
Coro delle donne
Orsù di festa è questo giorno
l’uno all’altro dia la mano
allegrezza è tutto intorno
ogni timore è qui vano.
Accorrete da lontano
tutti stretti nella danza
ch’ai mortali è l’uguaglianza
primavera e libertà.