Russia: Festival regionali di poesia. Una intervista

Geoletteratura

Uno dei fenomeni che ha maggiormente interessato la cultura russa post-sovietica è la rivoluzione del suo asse di diffusione. Da un sistema centralizzato e centripeto il paese si avvia verso un’organizzazione di tipo orizzontale, ovverosia verso lo sviluppo di poli culturali indipendenti che si estendono per tutto il territorio. Questi spazi letterari formano un panorama di singolarità, ma non solo, i nuclei, entrando in contatto, generano combinazioni, scambi e differenze di potenziale che vivificano la cultura contemporanea. Fatto particolarmente significativo per la Russia, il paese con la maggiore estensione territoriale del mondo, al cui interno coesistono centinaia di etnie, culture e religioni, come anche differenze sociali ed economico-industriali. Tutto ciò costituisce un bagaglio di linguaggi che generano una macchina di produzione letteraria dalle potenzialità inesplorate. Nelle province sono sempre esistiti fermenti culturali, ma il fenomeno che si sta sviluppando negli ultimi anni è un più complesso rapporto tra provincia e capitale, non gerarchico, appunto. Gli autori di provincia hanno la sensazione che possono vivere lì dove sono nati e costruire un percorso artistico, pur rimanendo in continuo dialogo con le altre parti della Russia e senza essere tacciati di provincialismo. La nascita di tale fenomeno è stato reso possibile in primo luogo grazie alla diffusione di internet, permettendo ai centri periferici di uscire dall’isolamento. L’attività culturale russa si estende da Kaliningrad a Vladivostok, sebbene sia distribuita in modo disomogeneo. Molteplici sono i motivi che hanno determinato la nascita discontinua di spazi letterari. Già negli anni Ottanta si era tentato di individuare i fattori che avevano influenzato la nascita di alcune scuole, ad esempio in Lettonia e non nei restanti Stati baltici, o in Uzbekistan piuttosto che in Kirghizia. La risposta potrebbe essere rintracciata innanzi tutto nell’importanza della tradizione poetica locale. Entrano poi in gioco fattori socio-culturali, come la tradizione accademica, l’importanza rivestita dalle biblioteche, la presenza di case editrici, i contatti con altri circoli letterari, il livello di sviluppo delle arti. Il segnale di cambiamento preso in analisi dalla seguente intervista è la nascita dei festival regionali. Faremo menzione dei festival “Slowwwо” di Kaliningrad, che prende il nome dal sostantivo “slovo”(parola), “М-8” di Vologda, “Debjut-Saratov” di Saratov, “LiteratuRRentgen” di Ekaterinburg, “Strelka” di Nižnij Novgorod e il “Festival di maggio dei nuovi poeti” di S.Pietroburgo, rimanendo sostanzialmente nell’area europea. I festival rappresentano un fenomeno di fondamentale importanza per garantire la continuità dei rapporti tra i poeti, per portare la poesia al pubblico, e non viceversa, e per dare spazio alle nuove generazioni.

Danil Fajzov

Nasce nel 1978 a Igarka nella regione di Krasnojarsk. A sei anni si trasferisce a Vologda, a venti si sposta a Mosca dove frequenta l’Istituto di Letteratura. Lavora nel sistema dei locali moscoviti “OGI-Pigori-Bilingua” come libraio. Nel 2004 assieme a Jurij Cvetkov fonda l’associazione indipendente Kul’turnaja Iniciativa. L’associazione si propone la promozione di programmi letterari in diversi spazi moscoviti, l’organizzazione di manifestazioni (festival, presentazioni, cicli di serate letterarie) sia in Russia che all’estero e la distribuzione di testi poetici. In particolare Kul’turnaja iniciativa ha preso parte all’organizzazione della quarta e quinta edizione della Biennale di poesia (2005), ai festival “Slowwwo-2006” (Kaliningrad), “M-8” (Vologda), “Debjut-Saratov-2007” (Saratov), “Kievskie Lavry-2007”in Ucraina.

E: Quali cambiamenti sociali, politici e tecnologici hanno influenzato la nascita dei festival regionali?

Danil:Uno dei fattori che maggiormente ha segnato la vita culturale degli ultimi quindici anni è stata la comparsa di internet. Ciò ha permesso lo sviluppo della letteratura contemporanea secondo un asse orizzontale, in altre parole attraverso contatti tra i giovani autori di varie realtà geografiche: Mosca, Kaliningrad, Ekaterinburg, Irkutsk, Vladivostok. Agli inizi degli anni Novanta il mercato editoriale russo ha attraversato una crisi globale. Fino ad allora i libri di poesia venivano pubblicati con un tiraggio di circa 50.000 copie e finivano in qualsiasi biblioteca. Dalla dissoluzione dell’Unione Sovietica i libri pubblicati a Mosca venivano distribuiti non oltre il cerchio che racchiude il centro della capitale, il Sadovoe Kol’co, e venivano venduti solo in librerie piccole e specializzate, che sorgevano proprio in quegli anni, come ad esempio 19 oktjabrja, Gileja, un po’ dopo Proekt Ogi. Naturalmente in provincia non esisteva alcuna possibilità che venissero distribuiti. Mancavano in poche parole contatti tra letterati all’interno della Russia e tra autori russi e stranieri. Con la diffusione di internet sono iniziati a fiorire i più svariati siti dedicati alla letteratura, tra cui il più interessante nella ambito della giovane poesia contemporanea è www.polutona.ru . Poco più tardi vengono ospitati anche i poeti delle generazioni precedenti, vengono pubblicati Fedor Svarovskij, Aleksej Cvetkov, alcuni cicli di poesia di Boris Chersonskij, anche se il sito Polutona si occupa principalmente degli autori della giovane generazione. Se invece parliamo delle condizioni sociali ed economiche è molto difficile per me esprimere un giudizio, perché non sono né un sociologo, né economista, né politologo. È difficile dire quali eventi politici abbiano influenzato lo sviluppo di tali festival, ma un aspetto di evidente importanza, spesso ribadito da me e dal mio collega Jurij Cvetkov, è l’iniziale comparsa dei festival dal basso. Si fa avanti un promotore o un gruppo promotore, a Kaliningrad ad esempio è apparso il gruppo “ RCY”, cofondatore del sito Polutona, costituito da Pavel Nastin e Evgenyj Palamarčuk, Irina Maksimova e la moscovita Julija Tiškovskaja. Questi si sono riuniti, tenendo conto che la maggior parte di loro vive a Kaliningrad, hanno pensato di creare un festival per entrare in contatto con poeti che vivono in altre parti della Russia. La città è bella e la gente ha trovato l’idea interessante. Il festival di Kaliningrad, dal nome SLOWWWO, nasce interamente senza fondi e, sebbene i poeti incontrino a volte difficoltà economiche nel raggiungere la città, sono arrivati dalla Germania, dalla Lettonia, dalla Russia, da Mosca e S.Pietroburgo, dalla Svezia e Dio solo sa ancora da dove; SLOWWWO sin dal primo anno si è distinto per il suo carattere internazionale.

E: Quindi ai festival regionali non partecipano solo gli autori locali, ma anche e soprattutto autori di altre regioni…

Danil: Sì, moltissimi sono gli ospiti, in primo luogo poeti e critici, i locali partecipano in una percentuale del 10%, 20%, a Nižnij Novgorod forse un 30%. L’intento è quello di presentare sia ai giovani autori che al pubblico di amatori un ampio panorama della vita culturale delle regioni e un conseguente spettro delle possibilità stilistiche, lessicali della lingua russa contemporanea. Ad esempio, se dovessimo individuare ciò che accomuna i versi liberi di Pavel Nastin e i versi tradizionali di Igor’ Belov, troveremmo veramente poco, sebbene entrambi siano di Kaliningrad e siano cresciuti artisticamente nello stesso terreno. Continuando ad esaminare il caso di Kaliningrad, gli autori locali hanno avuto la possibilità di presentare il proprio lavoro a filologi, critici, poeti ed editori di Mosca e di discutere con loro durante tavole rotonde e workshop di poesia. Può accadere che nell’ambito dei vari eventi partecipino prosatori, com’è stato il caso di Vladimir Makanin, che ha richiamato un gran numero di spettatori. Inoltre il festival SLOWWWO è caratterizzato da un alto potenziale di creatività e sperimentazione. Si svolgono mostre di poesia visuale, poesia sonora, spettacoli di teatro-danza sulla base dei versi di alcuni poeti, ad esempio di Kirill Medvedev, Elena Fanajlova, Sergej Gandlevskij e Pavel Nastin. Altri spettacoli straordinariamente interessanti sono stati lo slam, le esibizioni mattutine per bambini, le tavole rotonde; è un festival caratterizzato da un originale multiformato.

E: Qual’è lo scopo principale di tali manifestazioni? Far conoscere la poesia contemporanea al pubblico, scoprire nuovi talenti,
vendere libri di poesia?

Danil: Direi l’insieme dei motivi elencati. I festival spesso rappresentano una prima entrata in scena per i giovani autori. Inoltre, ogni festival regionale costituisce un tassello nella carta letteraria russa e contribuisce a formare la totalità del panorama culturale del nostro paese. Novaja literaturnaja karta Rossija (www.litkarta.ru ) è non a caso un sito internet, una carta letteraria-geografica della Russia e contiene informazioni aggiornate su tutti gli eventi letterari. Il sito è diviso per regioni e all’interno di ogni sezione troviamo notizie sugli autori attivi in quell’area.

E: Che tipo di pubblico frequenta i festival?

Danil: La maggioranza dei frequentatori sono naturalmente giovani, ma c’è anche una discreta partecipazione di adulti. I giovani sono più flessibili, reagiscono con entusiasmo e curiosità, sono inoltre raggiunti con maggior facilità dai canali d’informazione usati per pubblicizzare gli eventi, come internet o la radio locale, come nel caso di Vologda. Il pubblico è costituito da coloro che sono più recettivi alle nuove forme, poiché la poesia contemporanea è molto spesso nuova forma, certo non del tutto nuova, poiché la maggior parte delle sperimentazioni sono state concepite all’inizio del XX secolo, il verso libero non è una novità, sebbene non sia così per tutti, soprattutto in Russia. Per molti della vecchia generazione la poesia è quella scritta secondo il modello metrico classico, con la punteggiatura e preferibilmente senza enjambement, una poesia antiquata, e tutto ciò che esce da tali schemi viene recepito come strano, adesso esagero dovrei calibrare la risposta, ma alcuni amatori della poesia pensano realmente questo.

E: Si può affermare che i festival sostituiscono i libri? Se sì, come cambia la ricezione del testo e quali cambiamenti ne conseguono nell’atto della scrittura?

Danil: Non si può parlare in nessun caso di sostituzione, i due formati coesistono e fanno parte di un unico processo. Il festival rappresenta un’ulteriore possibilità di portare la poesia agli ascoltatori e ai lettori, ma i libri continuano ad essere stampati, sebbene con un tiraggio limitato e vengono distribuiti per lo più a Mosca e S. Pietroburgo. Inoltre durante le manifestazioni arriviamo sempre con un gran numero di copie da vendere e notiamo un forte desiderio di leggere. Dobbiamo perciò distinguere tra la poetica, l’estetica di un testo e le possibilità di esistenza dello stesso dopo che è stato scritto. L’opera, una volta composta, ha diversi modi di sopravvivenza: può essere letta in un festival, pubblicata in una rivista letteraria, in un libro, in un proprio blog personale o semplicemente chiusa in un cassetto. I molteplici formati che garantiscono l’esistenza del testo non influenzano lo stile.

E: Tra le manifestazioni poetiche più innovative e diffuse in Europa negli ultimi anni va citato il caso dello slam, un agone poetico il cui vincitore viene votato da una giuria popolare. Lo slam è praticato anche in Russia?

Danil: Sì, anche noi ce ne siamo occupati, abbiamo svolto tre tornei di slam insieme al giornale “Krokodil”, un anno fa abbiamo presentato uno slam russo-ucraino a Lvov’ e uno al festival di Kaliningrad. Siamo i promotori di un premio letterario annuale dal nome Zhivaja Voda e organizziamo campionati moscoviti di poesia a squadre. L’elemento della competizione, caratteristico dello slam, attira senza dubbio il pubblico. Non sempre la produzione poetica destinata a tali manifestazioni raggiunge un livello qualitatitavamente alto, tuttavia siamo orgogliosi di aver partecipato alla diffusione di un nuovo formato e di esser riusciti a presentare artisti interessanti come German Lukomnikov, Gennadyj Kanevskij, Anna Russ, Nikolaj Zvjagincev, Arkadij Štypel’.

E: Vorrei che raccontassi l’esperienza del festival di Vologda, essendone stato il principale organizzatore. Che cosa lo differenzia dal festival di Kaliningrad?

Danil: Se la manifestazione di Kaliningrad è stata organizzata dal gruppo RCY in collaborazione con alcune associazioni, compresa la nostra Kul’turnaja iniciativa, quella di Vologda è stata concepita interamente da noi con l’aiuto dei due giovani poeti di Vologda, Evgenja Malinovskaja e Aleksander Malcev, a cui va aggiunto il sostegno finanziario di alcuni istituti, ad esempio il sito Literaturnaja Karta Rossij e il premio indipendente Debjut ¹. Vologda è dislocata in un’area geografica entrata piuttosto di recente nella scena culturale e artistica russa, nonostante ci siano già degli autori originali e interessanti come Nata Sučkova, Evgenja Malinovskaja, Natalja Boeva. Il festival nasce dall’idea di presentare e far entrare in contatto le realtà poetiche sviluppatesi lungo la tangeziale che unisce Mosca a Vologda, l’autostrada M-8 (da qui il nome del festival), ma con il tempo abbiamo allargato il nostro orizzonte. Se il festival di Kaliningrad è molto creativo e originale, spazia dalla video-poesia al teatro-danza, quello di Vologda non ha le stesse ambizioni. Sia nella prima che nella seconda edizione l’ obbiettivo è stato quello di presentare lo spettro più ampio possibile dei linguaggi, delle poetiche e variazioni nell’utilizzo della parola, dai versi liberi alle forme più tradizionali. Lo scopo è quello di mettere il pubblico nella condizione di scegliere il genere preferito o l’autore e di approfondire individualmente la ricerca attraverso la grande quantità di materiale disponibile in internet. Il nostro compito è stato portato a termine con successo e il pubblico ha risposto con interesse e piacere. In futuro l’obbiettivo potrebbe cambiare, potremmo allargare e sperimentare nuovi formati.

E: Come vengono finanziati i festival?

Danil: Nel caso del festival M-8, la prima edizione ha ricevuto un parziale sostegno economico dal Premio Debjut. Quest’anno invece le nostre risorse sono aumentate grazie all’ottenimento di un significativo finanziamento statale. Alla fine del 2007 la comunità Novye pisateli Rossii (Nuovi scrittori russi) ha indetto un bando di concorso, allo scopo di promuovere nuovi giovani poeti e di incentivare lo sviluppo e la diffusione della poesia contemporanea in Russia. Abbiamo partecipato insieme agli organizzatori di altri festival e abbiamo ottenuto la sovvenzione. Non dobbiamo tuttavia dimenticare che agli inizi i festival, compresi quelli di Kaliningrad, S. Pietroburgo e Vologda, non ricevevano alcun sostegno finanziario. I partecipanti viaggiavano e pernottavano a proprie spese, le attrezzature e i locali venivano noleggiati gratuitamente, nessuno riceveva alcun compenso per il lavoro fatto. Eppure i poeti hanno partecipato con interesse e un forte desiderio. Per fortuna grazie all’appoggio di alcune istituzioni la situazione è cambiata e lavorare sta diventando più facile.

E: Pensi che in futuro continueranno ad avere successo?

Danil: La profezia è una dote pericolosa… è difficile dire cosa succederà in futuro. Ora i festival si trovano sulla cresta dell’onda, se in seguito ci sarà una crescita, una stagnazione o una caduta non lo so. Sono solo in grado di affermare che un aumento del numero di manifestazioni potrebbe diventare pericoloso e trasformarsi in una valanga, causando la perdita d’interesse sia da parte degli autori, stanchi di vagare da una lettura ad un’altra, che da parte del pubblico e delle istituzioni locali. Naturalmente spero che, grazie ai finanziamenti e all’ampliamento delle risorse mediatiche, avremo la possibilità di continuare a lavorare, invitando autori già affermati, i cui nomi sono già noti in provincia e non solo i giovani. Dal punto di vista di Pavel Nastin, ad esempio, i festival
diventeranno più multimediali, ovverosia si focalizzeranno sulla commistione delle arti, sul tentativo di trovare nuove vie per esprimere i cambiamenti della modernità. Ogni manifestazione ha l’obbiettivo comune di offrire agli autori delle regioni l’opportunità di trovare una direzione più definita, di capire a cosa puntare e verso dove crescere. Questo rappresenta un punto a favore soprattutto per i giovani poeti ancora sconosciuti. Prendiamo ad esempio il caso di Nizhnyj Novgod, dove negli ultimi tre anni è comparso un gruppo di brillanti poeti, tra i quali la finalista del Premio Debjut dello scorsa edizione Anastasia Zelenova, Maria Gluškova, Grigorij Geljuta, Alena Pikunova, Ženja Suslova. Il festival organizzato da Evgenij Proščin ha permesso alla comunità degli artisti di allargare gli orizzonti confrontandosi con gli altri autori che di volta in volta venivano invitati. Un’altra ipotesi è che le manifestazioni si specializzino secondo un criterio geografico: ad esempio Ekaterinburg raccoglierà i poeti degli Urali e della Siberia, mentre Kaliningrad sarà più internazionale.

E: I giovani autori delle regioni hanno il desiderio di trasferirsi nella capitale?

Danil: Io personalmente ne avevo il desiderio e ora ci vivo, ma è una questione soggettiva. Già con la diffusione di internet è comparsa la possibilità di conoscere tutte le novità della scena artistica-letteraria, pur non trovandosi nella capitale. Dall’altro lato, la vita letteraria nelle diverse città, come ad esempio a Kaliningrad, procede in modo stimolante e intenso. Dunque perché spostarsi se a Nižnij Novgorod c’è tutto quello di cui hanno bisogno e gli autori di Mosca vi si recano regolarmente? Le loro aspettative sono completamente soddisfatte, dal momento che nella nostra epoca la cultura si sviluppa in modo orizzontale, come dicevamo all’inizio. Il ciclo di serate Punkt naznačenija ², organizzate da Kul’turnaja iniciativa a Mosca, rispecchia proprio questo concetto, in quanto vengono invitati e messi a confronto due autori provenienti da diverse città, come Vladivostok, Ekaterinburg, Novosibirsk, Irkutsk. Il desiderio irrefrenabile di raggiungere la capitale non c’è. Gli autori possono esistere in qualsiasi posto.

 

[vedi anche Ritratti di poeti russi contemporanei: Alessandra Petrova]

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1. Il più importante premio indipendente rivolto a giovani poeti che non abbiamo superato il venticinquesimo anno di età. Il premio è stato fondato nel 2000 dalla fondazione internazionale “Pokolenie”.

2. Punkt naznačenija, ovverosia “luogo di destinazione”, è un ciclo di serate il cui fattore comune è la partecipazione di autori non moscoviti. Negli anni sono stati invitati poeti dal Giappone, Canada, Lituania, America, Italia e Israele, nonché da altre regioni della Russia.