La nuova fase del MST

Intervento conclusivo di João Pedro Stédile (cofondatore del Movimento dos Trabalhadores Rurais Sem Terra – MST1, 24 gennaio 2009) nella giornata di chiusura del XIII Incontro Nazionale del MST (21/24 gennaio) nell’Assentamento2 Novo Sarandi – Fazenda Annoni, nel Rio Grande do Sul, Brasile. Questo breve ma efficace discorso è stato pronunciato alla presenza dei delegati del MST, dei rappresentati politici statali e federali brasiliani e dei convitati internazionali.

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In questi 25 anni, compagne e compagni, abbiamo sottratto al  latifondo 14 milioni di ettari, una quantità di terra maggiore del territorio dell’Uruguay. In questi anni abbiamo assentato migliaia di famiglie. In questi anni abbiamo costruito centinaia di scuole nei nostri assentamenti, abbiamo costruito decine di cooperative, ma tutto questo è statistica. La cosa più importante che abbiamo costruito, in questi 25 anni, è il fatto che il povero, quando entra nel MST, smette di camminare a testa bassa e acquisisce la dignità di cominciare a pensare con la propria testa, di organizzare i propri compagni e di portare avanti la lotta.

La dignità è il minimo che si può chiedere ad un essere umano per acquisire la coscienza necessaria al fine di scoprire la causa dei propri problemi e di rendersi conto che bisogna lottare uniti con gli altri che hanno gli stessi problemi. Ora stiamo vivendo una nuova fase, abbiamo passato molti anni lottando solo contro il latifondo, perché pensavamo e pensiamo che il latifondo sia la causa della povertà e della diseguaglianza nelle campagne. Ma negli ultimi anni il capitalismo si è trasformato. Ha smesso di essere il capitalismo industriale, ed è passato nelle sfere del dominio del capitale finanziario. Che cosa ha causato questo? Ha causato una profonda trasformazione nella struttura della produzione agricola in tutto il mondo e nel nostro paese.

Adesso, come frutto di questo nuovo dominio del capitale finanziario, chi controlla indirettamente la terra, la produzione, le sementi e le ricchezze agricole sono le grandi imprese transnazionali, ed è per questo che la lotta per la riforma agraria è diventata più difficile. Perché noi adesso ci stiamo scontrando con il potere dell’impero, il potere del capitale mondiale che, con le sue imprese come tentacoli, viene sul nostro territorio per sfruttarci controllando la produzione e dei nostri strumenti, dei fertilizzanti delle macchine, dei pesticidi, delle sementi, controllando il commercio, definendo i prezzi dei prodotti. Adesso, questo nuovo scenario del capitalismo nelle campagne ha prodotto il modello dell’agrobusiness, il cui principale interesse è produrre lucro e non cibo.

L’agrobusiness rappresenta un modello che vuole organizzare la produzione nella logica della monocultura di grandi estensioni di terra, e la monocultura di grandi estensioni di terra necessita di alte dosi di veleno, che è l’unica modo di uccidere la biodiversità e di proteggere solo il mercato che garantisce ai capitalisti il profitto. Questo modello tecnologico della monocultura e degli OGM produce profonde alterazioni dell’ambiente, perché squilibra la natura e la biodiversità, poiché capitalisti vogliono guadagnare soldi dai loro prodotti. Questo modello è fallito! Non ha futuro, poiché ogni volta di più soffriamo a causa degli alimenti contaminati. Il veleno non è biodegradabile, distrugge il suolo, contamina l’acqua e finisce nel tuo stomaco e si trasforma in malattia. Pertanto non ha futuro. È una vergogna che molti governanti, che stanno nel governo Lula, continuano a fare propaganda dell’agrobusiness, c’è da vergognarsi perché l’agrobusiness è sinonimo di morte, della morte della biodiversità, della morte degli alimenti salutari, della morte della nostra acqua.

Questo modello ci ha portato nuovi nemici, le banche, le corporation, le multinazionali, i pacchetti tecnologici, per questo è più difficile avanzare nella riforma agraria, perché adesso siamo in un’altra fase. Non si tratta più, dunque, di occupare una fazenda qui o là, questo è importante, ma è sicuramente insufficiente. Per questo è importante la vittoria, molto emblematica, che abbiamo ottenuto nel Parana contro la Sygenta3, espellendo dal Parana la Sygenta che stava producendo semi transgenici contro la legge, multata dalla IBAMA, a pochi metri dal Parco Nazionale di Iguazù. Ma fu necessario che la Via Campesina4, occupasse più di otto volte quell’area per creare una correlazione di forze sufficienti in quello Stato per far sì che il governo intervenisse per espropriare quella terra e trasformarla in un centro agro-ecologico. Forse, nel Parana, negli ultimi dieci anni, questa vittoria contro la Sygenta è stata la vittoria più importante che il nostro movimento ha ottenuto in questa lotta per un nuovo modello agricolo; ed è per questo, Olivio Dutra5 che la Brigata Militare, come cane da guardia del capitale, sta qui a sorvegliarci ed ha anche mobilitato un battaglione antisommossa, laggiù, per proteggere l’area della Monsanto. Loro sanno chi sono i loro amici e chi devono proteggere. Che cosa succede adesso? La lotta si fa più difficile.

Noi abbiamo una proposta alternativa di riforma agraria che adesso chiamiamo “riforma agraria popolare”. Una riforma agraria che va al di là della semplice distribuzione della terra. Una riforma agraria che combina la necessità di creare cooperative, di introdurre le piccole agroindustrie rurali, invece delle grandi industrie multinazionali come la Nestlè, la Parmalat… Una riforma agraria che si preoccupa, in primo luogo, di produrre alimenti, cibo salubre. Una riforma agraria che ha l’obiettivo di preservare i semi naturali in quanto eredità del nostro popolo. Una riforma agraria che sia combinata necessariamente con la scolarizzazione e l’educazione, affinché tutti i contadini, giovani ed adulti, possano avere accesso alla conoscenza scientifica.

Questa riforma agraria che noi chiamiamo popolare, è il modello alternativo che i contadini stanno costruendo in tutto il mondo, contro l’agrobusiness, ma è più complicato implementare che semplicemente espropriare il latifondo e dividere la terra, perché i nemici sono più forti. Così, se da un lato la riforma agraria è diventata più complessa, considerando il punto di vista dei nostri nemici, per un altro verso questa porta una contraddizione benefica, per la classe operaia e per i contadini.

La riforma agraria popolare non potrà essere realizzata solo dai sem terra, questa potrà realizzarsi solo se ci saranno cambiamenti nel modello neoliberale. Ed il cambiamento del modello economico è possibile in Brasile solo se noi ci uniamo con tutti gli altri. Con tutte le organizzazioni sindacali, con tutti i partiti di sinistra, con tutti i militanti che vogliono cambiare il paese. È questo che può creare una forza popolare necessaria e sufficiente per scontrarsi con il neoliberalismo, e che allo stesso tempo apra gli spazi affinché noi nelle campagne possiamo organizzare un altro modello agricolo, che è la nostra riforma agraria popolare.

Adesso sta arrivando la crisi, come molti hanno detto, la crisi non è buona per nessuno, la crisi va sempre ad attaccare i più poveri. Ma come ci hanno spiegato Marx e Lenin, essa apre spazi di contraddizione e noi dobbiamo approfittare di questa opportunità. L’opportunità è data dal fatto che la classe lavoratrice deve unirsi, per approfittare di questa fragilità che il capitale manifesta, ed invece di perdere diritti con politiche conciliatorie, avanziamo per sconfiggere l’oppressione del modello capitalista. Ovviamente è molto difficile perché il popolo brasiliano si trova ancora nel periodo di declino del movimento di massa. Ma Lenin ci dice, nella sua esperienza russa, che a volte il popolo apprende in venti giorni ciò che ha dimenticato durante venti anni. Ed il segreto affinché il popolo apprenda rapidamente sta nella lotta sociale. Per questo siamo soddisfatti. Noi non stiamo cercando avanguardie di nessun genere, ma siamo soddisfatti che il movimento operaio e sindacale si stia risvegliando e sia disposto a tornare in piazza per lottare contro il capitalismo. È per questo che staremo in guardia, aspettando che la classe operaia ci dica cosa fare. Possono contare su di noi per quello che verrà!

È giusto o no!?

–         Sììììì!

Infine, anche per loro e per quello che ci concerne, ci siamo presi un impegno, non abbiamo bisogno di molti discorsi, come militanti della riforma agraria, con La Via Campesina ed il MST, possiamo solo promettere che continueremo la lotta.

–         (Giuramento di tutti i presenti) Noi promettiamo di lottare sempre a lato del popolo brasiliano!

–         Viva l’MST!

–         VIVA!

–         Viva la classe dei lavoratori!

–         VIVA!

–         Viva il popolo Brasiliano!

–         VIVA!

–         Grazie!

–         (Applausi)

 

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Il video del discorso di Stédile, con sottotitoli
in inglese a cura di Michael Fox (rappresentate della redportiamerica.com per gli Usa, S. Francisco) è disponibile a questi link:
25 Anos do MST – 25 Years of the MST (João Pedro Stédile) PART 1
25 Anos do MST – 25 Years of the MST (João Pedro Stédile) PART 2

 

Traduzione italiana e note a cura di Ciro Brescia.

 

note

1. http://www.comitatomst.it/; http://www.mst.org.br/mst/home.php

2. L’Assentamento è la terra conquistata dal Movimento e riconosciuta dalle istituzioni brasiliane, dove si creano le Agroville, villaggi agricoli dove gli assentati vivono e lavorano collettivamente la terra. Sono villaggi provvisti di tutti i servizi autorganizzati, sociali e sanitari. Si rimanda all’articolo: I Sem Terra un esempio per il mondo  http://www.redportiamerica.com/sem_terra_brasiliani.html 

3. Multinazionale dell’agrobusiness:http://www.syngenta.it/

4. http://www.mst.org.br/mst/pagina.php?cd=6242 http://viacampesina.org/main_en/index.php

5. http://pt.wikipedia.org/wiki/Ol%C3%ADvio_Dutra