John & Julio

Julio Cortázar, A passeggio con John Keats, Roma, Fazi, 2014.

Se un editore non del giro grosso pubblica un libro come A passeggio con John Keats – oltre seicento pagine di doppia ed esuberante genialità, quella di John e quella di Julio, che s’incontrano e dialogano sulla poesia, sull’esistenza e sul mondo – la cosa migliore che può succedergli è che nessuno ne parli. Raccapricciante invece il pensiero del destino più ovvio: che ne parlino gli specialisti, siano essi di Cortázar o di Keats. Potete immaginare cosa scriverebbero, non è vero? Sono certo che potete, e allora perché preoccuparsene? E poiché anche voi – ne sono certo – siete stati o sarete giovani, ascoltate John e Julio che discorrono di the murmurous haunt of flies on summer eves, di Rimbaud e di Fanny,  di Siena e della grotta di Fingal, della brughiera di Hampstead e di Rilke, della Barcaccia di Bernini padre e di Burns, di visione e di creazione, all’infinito… Forse sarà allora come se, di citazione in citazione e di traduzione in traduzione, in John si specchiasse il futuro di Julio e questo avesse scritto e commentato, insieme alla vita e alla poesia di John, tutti i vostri e nostri possibili, postumi e indicibili futuri.