scrittura/lettura

Czesław Miłosz, «Trattato poetico»
Tavola rotonda con Alfonso Berardinelli,
Giovanna Tomassucci e Valeria Rossella

Pubblichiamo gli interventi di Alfonso Berardinelli, Valeria Rossella (poetessa e traduttrice del libro), Giovanna Tomassucci (docente di Letteratura Polacca, Università di Pisa) in occasione della presentazione del Trattato poetico di Czesław Miłosz (Milano, Adelphi, 2012), tenutasi presso la “Fondazione del Fiore” di Firenze il 16 ottobre 2012, con il coordinamento di Maria Giuseppina Caramella. Continua la lettura

Czesław Miłosz: descrivere le fini dei mondi

1. Storie degli Ultimi Giorni

Nei primi anni Quaranta, durante la duplice occupazione sovietica e tedesca del suo paese, Miłosz ha composto alcune poesie, poi raccolte in Ocalenie [Salvezza, 1945], in cui compare il tema dell’osservazione esterna di un dramma altrui o addirittura della fine di un mondo. Mi riferisco a Piosenka o końcu świata [Canzone sulla fine del mondo], Campo dei Fiori e Biedny chrześcijanin patrzy na getto [Il povero cristiano guarda il ghetto]. Tutte e tre appartengono al breve ciclo Głosy biednych ludzi [Voci di povera gente] e sono state ispirate da episodi della Seconda guerra mondiale cui il poeta aveva assistito in prima persona: l’annessione della Lituania all’Unione Sovietica nel giugno 1940, la repressione del ghetto di Varsavia nell’aprile del 1943 e l’atto immediatamente successivo, la sua distruzione totale. È importante inoltre ricordare che proprio Miłosz è stato uno dei primi intellettuali a reagire a caldo a questi avvenimenti. Continua la lettura

«Il fedele esercizio innaturale»
La gestione ironica in Salutz e Fortezza di Giovanni Giudici.

Il lungo percorso intrapreso da Giovanni Giudici in oltre cinquant’anni di carriera poetica appare, nel contesto del Novecento italiano, abbastanza variegato e singolare da scongiurare in apparenza ogni tentativo di reductio ad unum messo in atto dalla critica.
Nelle opere della giovinezza e della prima maturità  che informano la Vita in versi e Autobiologia, come suggerisce Ottavio Cecchi, «il discorso su verità  effettuale e immaginazione di essa è preparatorio», in quanto «Giudici sa che la poesia è uno strumento scordato, e ce lo dice in versi»1. Continua la lettura

Brodskij legge Miłosz: Figlio d’Europa (1946).
Quattro versioni a confronto

Far rivivere in un’altra lingua un testo letterario è, per dirla con le parole di Antonio Prete, non solo un’opera di alchimia, questo «poter dire l’altro in modo che il mio accento non lo deformi, o mascheri, o controlli»1, ma anche una prova di audacia. Ed è appunto la prova che affrontano il poeta-traduttore Josif Brodskij e il traduttore Pietro Marchesani con loro rispettive versioni della poesia di Czesław Miłosz – presentate in questo articolo insieme a una loro analisi – dimostrando quanto l’“impossibile” compito del traduttore sia «saper stare tra le lingue»2. Continua la lettura

Russia: Festival regionali di poesia. Una intervista

Geoletteratura

Uno dei fenomeni che ha maggiormente interessato la cultura russa post-sovietica è la rivoluzione del suo asse di diffusione. Da un sistema centralizzato e centripeto il paese si avvia verso un’organizzazione di tipo orizzontale, ovverosia verso lo sviluppo di poli culturali indipendenti che si estendono per tutto il territorio. Questi spazi letterari formano un panorama di singolarità, ma non solo, i nuclei, entrando in contatto, generano combinazioni, scambi e differenze di potenziale che vivificano la cultura contemporanea. Continua la lettura

Ciaran Carson: mappe poetiche e storie di Belfast

Ciaran Carson è poeta, narratore, romanziere e, ancor prima, musicista, perciò capace di modulare gli elementi strutturali della sua scrittura ad libitum, traslando e trasformando il proprio materiale letterario e linguistico di testo in testo, di in opera in opera. Le sue pubblicazioni spesso sfidano la definizione di genere e combinano poesia e prosa, romanzo e racconto, traduzione, trasposizione poetica e riscrittura, dimostrando una forte propensione al mescolamento e all’invenzione linguistica. Continua la lettura

Jean-Pierre Rosnay: Frammenti di falesie instabili

Jean-Pierre Rosnay attraversa con umiltà e vivido entusiasmo il secolo passato, vivendo da protagonista la storia e la cultura. Delicato e caustico allo stesso tempo, dedica la propria opera a coloro che lo hanno accompagnato nel corso della sua travagliata esistenza, dalla madre, scomparsa precocemente, ai compagni di lotta del Maquis francese, sino alla moglie Marcelle, ovvero l’Egiziana Tsou, e ai fedeli seguaci della sua poesia e della sua indagine esistenziale. Continua la lettura

La poesia di Scotellaro

Rocco Scotellaro e la cultura dell’uva puttanella è un importante saggio di Carlo Muscetta, scritto per «Società» nel 1954, in occasione della pubblicazione per Mondadori delle poesie di È fatto giorno . Da pochi mesi il saggio è stato ripubblicato in un’elegante edizione da Il Girasole di Catania insieme al carteggio inedito tra il critico, allora occupato alla sede romana dell’Einaudi, e il giovane poeta1.
La corrispondenza, datata tra il maggio del 1946 e il febbraio del 1952, ha per argomento la vicenda della pubblicazione della raccolta poetica, a quel tempo in discussione presso la casa editrice torinese, dove trovò l’opposizione soprattutto di Vittorini, che riteneva spesso banali i versi del poeta lucano. In generale la redazione torinese temeva di sopravvalutare questo autore, la cui attenzione consideravano momentanea perché legata alla contingenza politica. Continua la lettura

«L’aria una pagina bianca». Rocco Scotellaro tra lirismo, autobiografia e inchiesta

All’interno del panorama composito e ricco di spunti artistici del secondo dopoguerra, Rocco Scotellaro si distingue come figura di poeta prima, quindi d’intellettuale in senso ampio, complessivamente singolare, mai riducibile a confronti di sorta né leggibile da una mera ottica di scuola, di corrente. L’interessamento precoce alla poesia; la pronta emancipazione stilistica dal modello ermetico di Sinisgalli che gli permise, a partire dalla metà degli anni Quaranta, di sviluppare una tecnica e un sentimento poetico inediti; infine, l’ancoraggio saldo a ideali politici esperiti sino al coinvolgimento diretto nelle sorti della neonata Repubblica Italiana, come sindaco di Tricarico, sono tutti elementi che concorrono a distinguere Rocco Scotellaro dalla congerie intellettuale coeva e a farne, si potrebbe dire senza esagerazione, un isolato. Continua la lettura

La funzione Fortini nei poeti contemporanei. Un’indagine

Cara amica, caro amico, qualche mese fa la redazione dell’Ospite Ingrato on line ha pensato di dedicare uno spazio di riflessione alla poesia contemporanea. In particolare ci siamo concentrati sulla possibilità, facilitata dal nuovo formato on line della rivista, di aprire un dialogo con i poeti di oggi a partire da alcune questioni poste dall’opera di Franco Fortini. Continua la lettura

Julij Gugolev: nel corpo dei versi

La poesia di Julij Gugolev è composta di fatti e le parole intervengono a narrare, riflettere, dubitare, recuperare dall’oblio orizzonti di eventi. Tale posizione estetica viene non solo esercitata, ma confermata, come non di rado avviene nei poeti, attraverso indicatori o dichiarazioni all’interno dei versi, valga da esempio il seguente “Если ты так стремишься/ Работать с фактом, / а не только со словом” “Se così tanto aspiri/ a lavorare con i fatti/ e non solo con le parole”. Che siano aneddoti, dialoghi o confessioni, al centro dei fatti sta sempre l’uomo, in carne ed ossa, con i suoi desideri e bisogni. Continua la lettura

Ángel Petisme tra antico e moderno

“Sono l’uomo che in silenzio/ è rimasto sotto i suoi versi, i suoi baci,/ la sua musica, il suo desiderio”. Ángel Muñoz Petisme, giovane “bardo” spagnolo nato a Catalayud cinquant’anni fa, si mette a nudo nelle proprie poesie, così come nelle proprie canzoni, lasciando che i lettori si cullino nelle suggestioni di potenti immagini della quotidianità, o nelle sopravvivenze della tradizione classica nel mondo del ventunesimo secolo. Argonauti, Arianne, angeli apocalittici palpitano accanto a Harry Potter, volti noti accompagnano in un triste walzer gli anonimi perseguitati delle guerre irachene, ai quali Petisme cerca di ridare canto nella miseria della distruzione. Continua la lettura

Bertolt Brecht/Franco Fortini

Franco Fortini traduttore di Bertolt Brecht 

atti del seminario
Milano, libreria Claudiana, 26 settembre 1996

interventi di Cesare Cases, Mavì De Filippis, Roberto Fertonani, Giovanni Raboni

La collana dei Quaderni dell’Ospite ingrato intende dare testimonianza del lavoro e del dibattito critico avviato dal Centro studi Franco Fortini dell’Università di Siena. Questo volume raccoglie gli atti del seminario tenutosi a Milano nel settembre del ’96 su Fortini traduttore di Brecht, promosso insieme alla Libera Università di Milano e dell’hinterland. Il seminario si proponeva di fornire altresì un contributo, nell’anno del centenario della nascita di Brecht, allo studio dell’opera dello scrittore tedesco sul versante della sua ricezione in Italia e viene qui riprodotto integralmente. Continua la lettura

Miguel Hernández. La circostanza e il tragico

María Ortega Máñez*
con la collaborazione di Salvatore Prinzi

In occasione del centenario della nascita di Miguel Hernández (Orihuela, 1910- Alicante, 1942), crediamo sia giunto il momento di riportare in Italia la voce di questo poeta troppo spesso inascoltato, privo della fortuna che dovrebbe corrispondere alla grandezza dei suoi versi, all’integrità della sua persona. Proprio per rendere conto dell’universalità della figura di Hernández abbiamo concepito la sua presentazione al pubblico italiano come la semplice narrazione della sua esperienza di vita, accompagnata dalla traduzione di alcune poesie inedite, ma come una riflessione più larga, incentrata sulle due categorie filosofiche che più racchiudono la sua opera: la circostanza e il tragico. Con questo saggio ci proponiamo quindi di situare il poeta spagnolo in una prospettiva interpretativa nuova, per ottenere dalla sua luce rinnovati riflessi (n.d.a.). Continua la lettura

La funzione Fortini. Risposte al questionario II
Patrizia Valduga

1.Nell’ultimo trentennio si sono verificati mutamenti economici, politici e sociali di grossa rilevanza. Quali sono secondo te le trasformazioni decisive nella realtà contemporanea? Che effetto hanno sul tuo lavoro?

L’abbassamento del livello intellettuale, estetico, morale delle menti degli italiani provocato dalla potenza mediatica di Berlusconi (e dallo scarso livello culturale dei capi della sinistra). Non ha avuto nessun effetto sul mio lavoro, se non quello – spicciolo – di farmi scrivere due versi come: “ahi serva Italia ancora coi fascisti, / con quel gangster mafioso e menagramo…” Continua la lettura