i paesi allegorici

Cette démocratie si parfaite…
Attentats de Paris janvier 2015 : après l’émotion quelques éléments
pour penser l’événement en ne perdant pas les repères

Cette démocratie si parfaite fabrique elle-même son inconcevable ennemi, le terrorisme. Elle veut, en effet, être jugée sur ses ennemis plutôt que sur ses résultats. L’histoire du terrorisme est écrite par l’État, elle est donc éducative. Les populations spectatrices ne peuvent certes pas tout savoir du terrorisme, mais elles peuvent toujours en savoir assez pour être persuadées que, par rapport à ce terrorisme, tout le reste devra leur sembler plutôt acceptable, en tout cas plus rationnel et plus démocratique.1

 

Un Fondo per capire la Cina

Occorre una voce vera per vivere al mondo insieme con tutti gli uomini.

Lu Xun, La Cina muta, 1927

 

Partirei dal fondo Masi, che è l’occasione per cui oggi ci troviamo qui a parlare di Edoarda. Questi 2500 volumi, 2527 per la precisione, dalla Cina e sulla Cina, in cinese, italiano, francese, inglese e russo erano la sua casa, l’anima della sua casa. Ricoprivano le pareti dello studio, e non solo, disposti su una teoria di scaffali, che Edoarda si era per buona parte montata da sé, da terra fino al soffitto. I libri erano spesso in doppia fila, se non in tripla.

Prenderli e riporli negli infiniti scatoloni è stata un’operazione straziante, poi sono rimasti solo i ripiani, imbarcati dal peso che avevano sopportato per anni. La casa era come sventrata. Ma ora i volumi sono tutti qui, ordinati e catalogati dal lavoro paziente e accurato del catalogatore, il signor Cinotto, sono qui in questo luogo prezioso e ovattato, dove Edoarda ha lavorato come bibliotecaria per anni. Come da sue disposizioni sono stati raccolti in questo fondo importante che porta il suo nome, accolto dalla Biblioteca Nazionale Braidense. E rivederli pochi giorni fa in bell’ordine, in una stanza tutta per loro, è stata un’emozione forte: abbiamo ritrovato la casa di Edoarda, il vago sentore di naftalina e la sua anima pulsante. Continua la lettura

Lu Xun, un uomo di frontiera

Vita e opere

 

In questi sei mesi ho visto ancora moltissimo sangue e moltissime lacrime,
ma io non ho che i miei saggi brevi e questo è tutto.
Le lacrime asciugate, il sangue cancellato;
i macellai vengono e vanno a piacimento,
con rigidi coltelli, con morbidi coltelli.
Ma io non ho che i miei “saggi brevi” e questo è tutto.
E se anche i “saggi brevi” un giorno saranno “condotti in debito luogo”,
io non avrò che E questo è tutto e questo è tutto!

Lu Xun, epigrafe a E questo è tutto, 19281

 

Otto modeste e vecchie proposte

Per diminuire il tasso ideologico nei discorsi su Israele e Palestina.

I) Da dove dobbiamo cominciare a contare il tempo? Dalla proclamazione dello Stato di Israele? Dal crollo dell’Impero Ottomano, dalla conquista tartara? È tutto più chiaro se partiamo da Maometto? O è meglio considerare come inizio la Provincia di Roma, il Regno di Davide, la dominazione degli Assiri? Ognuno chiarisca a se stesso sino a quando vuol risalire all’indietro e pubblicamente spieghi le ragioni della sua scelta. Continua la lettura

Sulla dichiarazione per il riconoscimento della Palestina

Il 23 settembre sarà ufficialmente presentato il ricorso all’Onu per il riconoscimento dello stato di Palestina. La mutata situazione internazionale, in seguito alla recente crisi dei mercati occidentali e agli sconvolgimenti in Egitto e Libia, ma anche in Siria, dà particolare rilievo a questa giornata. La leadership di Abu Mazen ha chiesto che vengano riconosciuti i confini antecedenti alla Guerra dei sei giorni.  Continua la lettura

Vicinanza dello Zapatismo

«Quando si è stati in Chiapas, non se ne esce più»
                                                                        José Saramago    

 

«Nelle terre zapatiste non comandano le multinazionali, né il Fmi, né la Banca Mondiale, né l’imperialismo, né l’impero, né i governi dell’uno o dell’altro segno. Qui le decisioni fondamentali sono prese dalle comunità.  Continua la lettura

Gaza e le sue conseguenze. Intervista a Noam Chomsky

da Z Space Page
9 Febbraio 2009

Per più di tre settimane, a cominciare dal 27 dicembre, la Striscia di Gaza e il suo milione e mezzo di abitanti hanno subito la brutalità di una massiccia campagna militare israeliana, appoggiata e sostenuta dal governo degli Stati Uniti. Mentre Israele ha fermato, per il momento, le devastanti operazioni aeree e di terra su Gaza, esso continua il totale blocco via terra e via mare, perseguendo ancora il vano scopo di distruggere Hamas e i gruppi di resistenza alleati, colpendo la popolazione attorno ad essi. Noam Chomsky ci dà una prima valutazione della guerra israelo-statunitense contro Gaza e delle sue conseguenze in un’intervista condotta da Assaf Kfoury il 31 Gennaio 2009. La traduzione araba dell’intervista verrà pubblicata dal quotidiano di Beirut «As-Safir». Continua la lettura

Cancellate il nome di mio nonno a Yad Vashem

Signor Presidente dello Stato d’Israele, 

le scrivo chiedendole d’intervenire presso chi ne ha competenza perché venga tolto dal Memoriale di Yad Vashem, dedicato alla memoria degli ebrei vittime del nazismo, il nome di mio nonno, Moshe Brajtberg, gasato a Treblinka nel 1943, come pure quelli degli altri membri della mia famiglia, deportati e morti in diversi campi di sterminio nazisti durante la seconda guerra mondiale.  Continua la lettura

Per la giustizia cilena

Per la giustizia cilena – la notizia è dello scorso 15 maggio – solamente un militare è  responsabile dell’assassinio di Victor Jara, grande cantautore e poeta, simbolo in tutto il mondo di poesia, arte, impegno, giustizia sociale, amore.
Victor fu assassinato nello stadio nazionale di Santiago del Cile nei giorni immediatamente successivi al golpe fascista di Augusto Pinochet che distrusse, con i carri armati, i bombardamenti, l’aiuto fondamentale degli USA e della CIA e un terribile apparato repressivo, la grande esperienza del governo di Unidad Popular del Presidente Salvador Allende. Continua la lettura

Presos por antiterroristas: il caso giudiziario dei Cinque

Il prossimo 12 settembre saranno trascorsi  ormai 10 anni di reclusione per i cinque agenti dell’intelligence cubana incarcerati negli Stati Uniti con l’accusa di aver attentato alla sicurezza nazionale di questo paese. Il caso giudiziario dei Cinque, per lo più oscurato dalla maggior parte dei media, oltre a rappresentare una violazione dei principi dello Stato di Diritto da parte degli Stati Uniti, ha un valore emblematico nel dimostrare, se ce ne fosse bisogno,  la doppia morale statunitense nella lotta al terrorismo. Continua la lettura

Colombia: Stato ed Insorgenza Rivoluzionaria

La Colombia è al centro di tensioni che investono diversi paesi dell’America Latina, Venezuela ed Ecuador in primis, ma anche gli Stati Uniti e, attraverso la questione degli ostaggi detenuti dalle FARC (Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia), anche l’Europa. Pubblichiamo il primo di una serie di articoli e materiali che rendano conto degli eventi ma soprattutto del dibattito che essi stanno provocando negli ambiti della solidarietà internazionale e nel movimento continentale bolivariano. Segue una recente intervista realizzata da un giornalista colombiano di Telesur ad uno dei maggiori rappresentanti delle FARC, Iván Márquez.

Continua la lettura

Intervista a Iván Márquez

26 Luglio 2008 – Le agenzie ANNCOL e ABP Noticias presentano ai lettori la trascrizione delle risposte date dal Comandante Iván Márquez1, membro della Segreteria dello Stato Maggiore Centrale delle FARC-EP, alle domande poste dal giornalista William Parra di TELESUR2, sui diversi temi relativi alla realtà del conflitto politico e sociale che si svolge in Colombia.   
In primo luogo, che significa la morte del Comandante Manuel Marulanda Vélez è come è stata assimilata dalle FARC la sparizione del suo leader storico?

Continua la lettura

Venezuela: contro il terrorismo mediatico

Il 31 marzo scorso si è svolto a Caracas il Primo Incontro Latinoamericano contro il Terrorismo Mediatico. La scelta della capitale venezuelana è significativa: nel 2002 le emittenti private, sotto il controllo della oligarchia petroliera, ebbero un ruolo centrale nel tentato golpe contro il governo di Hugo Chavez. Quel tentativo fallì, ma durante le manifestazioni diversi cittadini, sostenitori del governo e non, rimasero uccisi dai proiettili sparati dai golpisti per alimentare i disordini. Continua la lettura

Bilinguisme ou bi-appartenances

Je me trouve actuellement à Sienne, pour moi l’une des plus belles villes du monde: celui, fort restreint que j’ai eu à connaître (je n’aime pas particulièrement les voyages), avec disons Taëz au Yémen Nord, un pays d’il y a un quart de siècle, avant les cache-moi-ça islamistes (à moins que ce ne fût Ibb), et Londres sans doute, surtout depuis que mon fils y habite. Continua la lettura