editoria e industria culturale ~ L’ospite ingrato
editoria e industria culturale

Il lavoro dello slavista
Ripellino, Zveteriemich e Strada tra progetti culturali e politiche editoriali

Nel 1953, a Mosca moriva Stalin e cominciava il Disgelo, un periodo di distensione dei rapporti diplomatici internazionali e di rivisitazione delle politiche interne. Un importante processo di riabilitazione delle vittime della repressione staliniana portò alla pubblicazione in Unione Sovietica di opere fino a quel tempo bandite e alla discussione di autori perseguitati e censurati. Continua la lettura

Una stanza all’Einaudi

Sul n. 160 de «Lo Straniero» (ottobre 2013, pp. 88-91), Gianni Sofri ha recensito Una stanza all’Einaudi di Luca Baranelli e Francesco Ciafaloni, pubblicato a cura di Alberto Saibene per le edizioni Quodlibet. Riproponiamo la recensione nel nostro sito non solo per le tangenze “storiche” con un universo di cui Franco Fortini è stato parte, ma per l’interesse intrinseco del libro, che merita la più vasta attenzione da parte di chi s’interessa di storia dell’editoria e della cultura. Ringraziamo Goffredo Fofi e «Lo Straniero» per l’autorizzazione a riprodurre l’articolo.

Mettiamo subito le carte in tavola. Qualche mese fa, chi scrive (per intenderci, chi recensisce) pubblicò da Zanichelli un piccolo libro di racconti ed esperienze redazionali (Del fare libri. Mezzo secolo da Zanichelli). Luca Baranelli lo recensì su queste pagine. Pochi giorni dopo, e cioè quasi contemporaneamente, uscì da Quodlibet un libro di Baranelli, scritto insieme a Francesco Ciafaloni, intitolato Una stanza all’Einaudi. Ora io lo recensisco. Però, per favore, che nessuno pensi che sia un voto di scambio. Benché Baranelli e Ciafaloni, e io, siamo amici da più di trentacinque anni, nessuno di noi sapeva che dall’altro (o dagli altri due) era in preparazione un libro per molti versi affine. La ragione è molto semplice. Dopo esserci frequentati piuttosto regolarmente, cambiamenti di strada di vario tipo hanno fatto sì che le amicizie rimanessero, ma che gli incontri si facessero rari. Succede. Francesco Ciafaloni e io ci siamo quasi persi di vista, anche se di tanto in tanto mi arrivavano sue notizie, o leggevo qualcuno dei suoi sempre preziosi articoli. Con Luca ci siamo visti assai poco, ma scritti o parlati un po’ di più. Continua la lettura

Svendere libri. Editori a confronto sulle insidie di un mercato iperliberalizzato.

Pubblichiamo qui di seguito un breve resoconto del Convegno L’Europa non fa più sconti tenutosi a Torino il 14 maggio 2009. Con questo intervento, L’Ospite ingrato intende inaugurare una nuova sezione, di studio e di confronto, dedicata ai problemi dell’editoria italiana e, in particolare, ai meccanismi e ai processi della distribuzione e del mercato editoriale. Continua la lettura

Il diario cinese di Edoarda Masi. Un caso di rifiuto editoriale degli anni Sessanta

1.

Pubblicare, non pubblicare: quali meccanismi regolano la mediazione editoriale? Perché un testo diventa un libro? Perché non lo diventa mai, o non lo diventa subito? In un saggio pubblicato per la prima volta nel 1999 e riproposto in italiano sulle pagine dell’«Ospite ingrato» con il titolo Una rivoluzione conservatrice nell’editoria, Pierre Bourdieu rispondeva a queste e ad altre domande partendo da una premessa: per indagare il processo di selezione che distingue il “pubblicabile” dall’“impubblicabile” «si deve evidentemente esaminare il dispositivo istituzionale (comitati di lettura, lettori, direttori di collana, specializzati o meno, ecc.) che, in ogni casa editrice, è incaricato di fare una cernita dei manoscritti proposti»1. Continua la lettura

Dell’informazione

Franco Giustolisi sul «Manifesto» del 24.06.08 ha ripreso la sua denuncia contro il degrado dell’informazione in Italia e chiede  nientemeno che una “rivoluzione dei giornalisti, del loro essere, del loro agire, del loro conquistarsi o fargli conquistare l’indipendenza”. Al nuovo presidente della Federazione Nazionale della Stampa propone perciò l’introduzione di alcuni strumenti di controllo per arginare i fenomeni di corruzione  – sperando che questi possa “non farsi avvinghiare dalle varie catene che stringono sindacalisti e politici”. Continua la lettura

Intervista a Renato Solmi

Pubblichiamo per gentile concessione di Paolo Di Stefano la sua intervista a Renato Solmi, realizzata per la pubblicazione di Autobiografia documentaria. Scritti 1950- 2004, Quodlibet, 2007. Il volume raccoglie quasi tutti gli interventi e i saggi dispersi di Solmi, studioso e intellettuale militante, redattore presso Einaudi dal ’51 al ‘63, autore tra l’altro delle prime traduzioni italiane di Adorno e Benjamin. Continua la lettura

Sulla Serie politica Einaudi

intervista a Luca Baranelli di Luca Zanette

     Le chiedo innanzitutto di presentarsi, dirmi se vuole la sua età, la sua professione attuale.

     Sono nato a Siena nel 1936 e a Siena mi sono laureato in legge nel 1961 con una tesi sul pensiero politico di Carlo Cattaneo. Dopo avere lavorato 32 anni a Torino nelle redazioni di Einaudi e Loescher, sono andato in pensione nel 1994, ma continuo a svolgere attività editoriali di vario tipo, spesso gratis e qualche volta con partita Iva. Continua la lettura

Accesso alla cultura e accesso al mercato editoriale

Mi è stato chiesto di provare a svolgere un discorso “critico” sullo stato attuale dell’editoria italiana.* Interpreto questo invito come un’occasione per una riflessione più complessiva sull’editoria, utilizzando le diverse linee di ricerca che – all’interno dell’Associazione Italiana Editori – cercano di rispondere ad esigenze che nascono in modo indipendente l’una dall’altra, talvolta contingenti, talaltra di carattere più strutturale. Nella concitazione del lavoro quotidiano, difficilmente si riesce a trovare il tempo per guardare il quadro generale, concentrati come si è sul singolo dettaglio. Ma, almeno ogni tanto, è salutare farlo e ogni sollecitazione in questo senso è benvenuta. Continua la lettura

Quattro testi
Kurt Tucholsky ai posteri

Stampa e realtà

Si potrebbe pensare che gli eventi accadano e poi, automaticamente, scivolino nei giornali, dalla realtà alla carta stampata, dal fatto concreto al resoconto. Ma non è così. Essendo la riproduzione della realtà infinitamente più importante del fatto in sé, la realtà si sforza da tempo di presentarsi alla stampa nel modo in cui vorrebbe apparire. Le agenzie stampa costituiscono il più complesso tessuto di menzogne che mai sia stato inventato.

Ben lontani dal riportare la notizia di un evento così com’è successo, ovvero il più possibile fedele alla verità, giornalisti e tecnici si adoperano per conformare il resoconto in modo tale da poter essere recepito come fosse la verità preservando, nel contempo, i molti interessi di committenti, industriali e partiti. Continua la lettura

La libreria in evoluzione

Lei ha lavorato in librerie di tipo diverso, cominciando in una realtà molto significativa, la Marzocco di Firenze, che per lungo tempo è stata un punto di riferimento per gli studiosi, per gli studenti e per il pubblico più ampio. Può parlarci, alla luce delle sue esperienze, dell’evoluzione recente delle librerie?

Gli anni trascorsi alla libreria Marzocco mi hanno permesso di acquisire quelle capacità professionali che mi permettono tuttora di esercitare un “mestiere difficile”. La Marzocco era pensata come tante librerie specializzate riunite in un unico spazio. Una simile struttura richiedeva personale molto qualificato che sapesse coniugare l’esigenza commerciale e la preparazione culturale che la professione libraria ha sempre richiesto. Continua la lettura

Il mercato editoriale italiano: problemi e prospettive

Vuole parlarci delle sue esperienze di lavoro?

Ho iniziato ad occuparmi di editoria nel 1978 nelle cooperative librarie universitarie facendo tutti i mestieri possibili, dal fattorino al commesso, al responsabile degli acquisti. Quello universitario era un circuito importante in quegli anni nel mondo editoriale. Ho poi fatto un’esperienza consortile con la Lega delle Cooperative, mediante il classico gruppo di acquisto che la Lega delle Cooperative insegnava a strutturare e che faceva massa di acquisti e distribuiva i benefici di sconto ai soci-librerie. Poi ho avuto divergenze con alcuni soci e, dopo 5 anni, sono uscito; ho quindi fatto esperienza come assistente del direttore generale del gruppo Fabbri, Bompiani, Sonzogno, Etas che allora era al 100% controllato dal gruppo Ifi-Fiat. Continua la lettura

Dalla Russia del ’17 agli Stati Uniti dell’11 settembre
a cura di Valentina Parlato

Gli inizi della saga Schiffrin. Suo padre in Francia…

Quando mio padre arriva in Francia, anche se proveniva da una famiglia abbastanza ricca in Russia che però era rimasta praticamente senza un soldo dopo la rivoluzione sovietica, deve cominciare a guadagnarsi da vivere e prova a farlo come editore. Ma agli inizi un editore non ha sempre autori disponibili. Decide così di tradurre dal russo i classici che non erano mai stati tradotti direttamente in francese, perché negli anni Venti la maggior parte delle traduzioni era fatta a partire dalla traduzione inglese. Mio padre stringe un’amicizia con Gide e si mettono insieme a fare traduzioni, poi ha l’idea di creare la «Pléiade» esattamente come la conosciamo oggi. Il proposito era quello di pubblicare edizioni convenienti: per esempio si poteva avere tutta l’opera di Proust in un solo volume. Continua la lettura