Sulla dichiarazione per il riconoscimento della Palestina

Il 23 settembre sarà ufficialmente presentato il ricorso all’Onu per il riconoscimento dello stato di Palestina. La mutata situazione internazionale, in seguito alla recente crisi dei mercati occidentali e agli sconvolgimenti in Egitto e Libia, ma anche in Siria, dà particolare rilievo a questa giornata. La leadership di Abu Mazen ha chiesto che vengano riconosciuti i confini antecedenti alla Guerra dei sei giorni.  Gli Usa hanno già minacciato il veto, ma potrebbe non essere irrilevante la decisione degli Stati “non allineati” di votare a favore del riconoscimento. Intanto in Palestina questa nuova azione ha suscitato un enorme dibattito. Innanzitutto si teme una delegittimazione del ruolo dell’OLP, ma anche il divieto al rientro dei profughi, nonostante le rassicurazioni da parte dell’autorità palestinese. Restano comunque dubbi in quanto il riconoscimento non risolve il problema dell’occupazione militare da parte di Israele. Insomma la soluzione dei due stati sembra essere ancora una volta svantaggiosa per i palestinesi. Questi i temi affrontati nell’intervento che pubblichiamo in traduzione del giovane attivista palestinese.
Parlano invece di Hebron le eloquenti fotografie di Daniela Neri. Dell’orrore che l’occupazione militare e l’oppressione economica generano Hebron è forse il segno più evidente. Di Nablus, Qalqilia, Ramalla e Tulkarem sono invece i volti e i luoghi che Motaz Abuthiab ha voluto farci conoscere attraverso i suoi scatti.

La creazione di un bantustan sovrano (Establishing a sovereign bantustan)