il tema

Il “lavoro della letteratura”
Forme, temi, metafore di un conflitto occultato
e di un’emancipazione a venire

La messa a lavoro (e a profitto) del linguaggio è il piedistallo
materiale, celato e distorto, su cui poggia l’ideologia postmoderna
(Paolo Virno, Lavoro e linguaggio)

 

Con il presente testo si vuole invitare alla redazione di un contributo per il prossimo numero monografico dell’«Ospite ingrato on line» sul tema: «Il “lavoro della letteratura”: forme, temi, metafore di un conflitto occultato e di un’emancipazione a venire». Continua la lettura

Majakovskij, la gloria eterna e la mistificazione

Serena Vitale, Il defunto odiava i pettegolezzi, Milano, Adelphi, 2015, pp. 284.

 

Inarrivabile cantore della Rivoluzione e padre del cubofuturismo sovietico, Vladimir Majakovskij è universalmente riconosciuto come uno dei poeti più acclamati e influenti del XX secolo. “Così grande e così inutile”, come egli stesso si definiva, la figura dell’autore georgiano, iconizzato ad aeternum in bronzee o marmoree pose celebrative, ha indubbiamente pesato come un macigno nella tradizione letteraria russa: lo ammette Pasternak, lo conferma la Cvetaeva, lo testimonia la mole di monografie a lui dedicate in mezzo mondo. Continua la lettura

La ferocia

Nicola Lagioia, La ferocia, Torino, Einaudi, 2014, pp. 418.

 

All’uscita di La ferocia di Nicola Lagioia, quasi un anno fa, avevo scritto in una breve recensione (sulla «Nuova Sardegna», 3 novembre 2014) che si trattava d’un romanzo importante, sfaccettato e preciso: destinato, probabilmente, a restare. Ripensandoci oggi, mi pare opportuno aggiungere qualche nota a quei ragionamenti, soffermandomi sulla sostanza letteraria del romanzo, magari prendendo piede da un discorso relativo, diciamo così, alla società letteraria. Continua la lettura

Resistenza e Neorealismo
Note su Gaspare De Caro, «Rifondare gli italiani?»

G. De Caro, Rifondare gli italiani? Il cinema del Neorealismo, Milano, Jaca Book, 2014, pp. 123.

 

L’ultimo libro di G. De Caro, Rifondare gli italiani?, è una storia non convenzionale del cinema neorealista italiano e dei suoi effetti sulla cultura e sull’immaginario collettivo del secondo dopoguerra. In quel contesto storico, una naturalis oboedientia, una servitù volontaria, permette – secondo de Caro- la rimozione dei traumi storici del fascismo e della guerra perduta: la cultura italiana viene ricodificata in termini di conciliazione e unità nazionale. Continua la lettura

Autori e intenzioni

Roberto Talamo, Intenzione e iniziativa. Teorie della letteratura dagli anni Venti a oggi, Bari, Progedit, 2013, pp. 116.

Il recentissimo saggio di Talamo è un libro che va conosciuto almeno per due valide ragioni, per due qualità che aprono la sua destinazione a un pubblico vasto consentendone una doppia modalità di lettura. Continua la lettura

«Domani» di Velio Abati

Velio Abati, Domani, Lecce, Manni, 2013, pp. 400.

Il libro di Velio Abati, Domani, pubblicato da Manni (Lecce, 2013), dal punto di vista del genere letterario è un romanzo. Vi si legge non solo una attenta e precisa ricostruzione di fatti storici accaduti fra la fine del XVIII e l’inizio del XX secolo, ma altresì la visione di una società, prevalentemente agraria, di tipo marxista. Continua la lettura

I pareri di lettura di Franco Fortini

«Meglio peccare fortiter». Poeti e versificatori, ritardatari e aggiornatissimi nei pareri di lettura di Franco Fortini, a cura di M. Marrucci e V. Tinacci, Pisa, Pacini, 2013, pp. 88.

Con la doppia esperienza di occasionale e non professionale datore e ricevente di pareri su testi di poesia, leggo con curiosità un prezioso libretto dal titolo lunghissimo: «Meglio peccare fortiter». Poeti e versificatori, ritardatari e aggiornatissimi nei pareri di lettura di Franco Fortini. Continua la lettura

Emanuele Trevi, «Qualcosa di scritto»

Emanuele Trevi, Qualcosa di scritto, Milano, Ponte alle Grazie, 2012, pp. 246.

L’immagine di copertina, una fotografia scattata nel 1969 da Elisabetta Catalano, è un segno, in certa maniera, emblematico: Laura Betti in posa, lo sguardo intenso e drammatico, si fa largo in primo piano. Leggermente discosto, un passo indietro, Pier Paolo Pasolini scruta lo spazio tra sé e l’obbiettivo, come fosse lui, e non la macchina, a osservare e forgiare l’immagine. A quella plastica della Betti, che determina la necessità di impadronirsi dello spazio, si contrappone la figura bidimensionale di Pasolini, quasi una sagoma di cartone, vagamente spettrale.

L’elaborazione grafica propone, accanto al titolo, un suggerimento di lettura: «La storia quasi vera di un incontro impossibile con Pier Paolo Pasolini». Il titolo, infine: «Qualcosa di scritto» è la formula con la quale Pasolini stesso – in vari luoghi, a partire dall’omonimo Appunto 37 – si riferisce a Petrolio. Che questo di Emanuele Trevi sia, come pare naturale credere, un libro – romanzo, divagazione, saggio? – su Petrolio è giusto solo in parte: e in quella, forse, più esteriore. Continua la lettura

Le orecchie e il potere
Aspetti socioantropologici dell’ascolto
nel mondo antico e nel mondo contemporaneo

Le orecchie e il potere. Aspetti socioantropologici dell’ascolto nel mondo antico e nel mondo contemporaneo, a cura di A. Cozzo, Roma, Carocci, 2010, € 26,50.

«Forse l’ideale sarebbe sentire l’attualità come il brusio fuori dalla finestra, che ci avverte degli ingorghi del traffico e degli sbalzi meteorologici, mentre seguiamo il discorso dei classici che suona chiaro e articolato nella stanza. Ma è ancora tanto se per i più la presenza dei classici si avverte come un rimbombo lontano, fuori dalla stanza invasa dall’attualità come dalla televisione a tutto volume». La molteplice e per certi versi contraddittoria definizione calviniana di “classico” pone il problema del nostro rapporto con i testi antichi e dell’attualità del loro messaggio. Se è infatti vero che «è classico ciò che tende a relegare l’attualità a rango di rumore di fondo», ma al contempo esso è anche quel rumore di fondo che persiste «là dove l’attualità più incompatibile fa da padrona»,1 una questione centrale diventa quella della distanza tra noi e gli antichi, del punto d’osservazione da cui ci poniamo. Il libro curato da Andrea Cozzo, Le orecchie e il potere. Aspetti socioantropologici dell’ascolto nel mondo antico e contemporaneo, costituisce il tentativo coraggioso, da parte di studiosi dell’antichità greco-romana, di porre in relazione le esigenze della modernità, che non possiamo certo relegare a un brusio fuori dalla finestra, con la riflessione degli antichi, o per meglio dire, con il nostro ragionamento sui classici. Continua la lettura

Se sperimentare non è peccato.
La nuova rivista Atti impuri

Nel panorama delle riviste letterarie italiane, in rete o cartacee, si fa notare senz’altro «Atti impuri. Luogo di scritture», un esperimento nato a Torino dal sarcasmo e dall’ostinazione del collettivo Sparajurij e sostenuto dall’editore milaneseNo Replay.
La versione cartacea, giunta già  al suo terzo numero, appare come l’esito più naturale della decennale attività  critica e creativa del gruppo torinese, ma anche come l’inizio di un nuovo e più maturo programma di lavoro.  Continua la lettura

Shoah. Le colpe degli italiani

La storia politica del Novecento si sta rapidamente allontanando da noi, non fa più parte del nostro presente. La contemporaneità si nutre del non contemporaneo, a cui attinge a piene mani il sistema della comunicazione e dello spettacolo, ma ciò avviene a prezzo della cancellazione del legame con il passato recente, in primo luogo con le vicende politiche del secolo scorso. Continua la lettura

Dopo il Dopo. Appunti su De Signoribus

1.
Una raccolta di saggi di Leslie Fiedler, del 1964, s’intitolava Aspettando la fine (Waiting for the End); del 1967 è il giustamente celebre Il senso della fine (The Sense of an Ending) di Frank Kermode. In quei libri si parlava di scrittori che, da Hemingway a Joyce, da Beckett a Musil, costituiscono parte elettiva del canone della modernità, canone per la cui interpretazione quello di Fine è senz’altro un concetto-chiave; si potrebbe persino dire, paradossalmente, fondante (per Kermode ciò valeva, in realtà, per una zona assai ampia della letteratura, sotto l’influsso del modello dell’Apocalisse). Continua la lettura

Le ceneri di Pasolini.

“Pasolini in salsa piccante” di Marco Belpoliti
Guanda, 2010, pp. 144, € 12,50

Insomma, c’è l’opera Pasolini;e c’è la leggenda Pasolini, 
e questa presso la maggioranza prevale sull’altra.
(A. Asor Rosa, La Repubblica, 21 ott. 2005)

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Il barbiere di Pilos.

“Viaggi in Grecia” di Giancarlo De Carlo, Quodlibet, 2010, pp. 172, € 20

 Da quando il mio barbiere storico ha chiuso i battenti dopo cinquant’anni di gloriosa carriera, non sono più riuscito ad andare nello stesso posto più di due volte. In una di queste occasioni mi sono imbattuto in un ragazzo piuttosto giovane e a prima vista intraprendente che, con la loquacità tipica di tutti i barbieri (o parrucchieri: qualcuno si offende, e anche il nostro si offese quando lo chiamai barbiere), dopo aver snocciolato tutti i luoghi comuni e il sarcasmo su politica, meteorologia e società malata, mi chiese: «Ma tu che lavoro fai?». Continua la lettura

Per un nuovo titolo: L’amore che non osaVA dire il suo nome.

Riflessioni su “L’amore che non osa dire il suo nome” di Flaminia Nucci
Edizioni Scientifiche Ma.Gi., 2011, € 15,00

 

Considerando la lotta per il diritto all’orientamento sessuale come necessario ampliamento alla lotta per il diritto alla sessualità, va detto che gli omosessuali italiani – donne e uomini – non hanno ancora vissuto la fase di liberazione “negativa”, decostruttiva in senso ampio che ha caratterizzato le prime fasi del femminismo, quel movimento che si propose di “sputare su Hegel”, serioso e aggressivo sino a un auto-abbrutimento delle attiviste ma che, tuttavia, seppe agire sulla coscienza collettiva tramite una battaglia esperita al vivo del contesto civile e politico italiano. Continua la lettura

Un amaro boccone in salsa piccante

Laico alfabeto in salsa gay piccante. L’ordine del creato e le creature disordinate  di Franco Buffoni
Transeuropa edizioni, «Margini a fuoco», 2010, pp. 150, € 14,00

«Non si nasce omosessuali! Parliamoci chiaro: la nascita dell’omosessuale è rarissima, nel senso di disfunzione ormonale o fisica in qualche modo. L’omosessualità è indotta e dunque bisogna prenderla dall’inizio, perché se presa dall’inizio, eccome si può superare! […] Se la psicoterapia viene affrontata, per esempio, nella prima adolescenza se il problema si pone, è un problema che si risolve. Il nostro consultorio familiare affronta parecchie volte questo tema, e si riesce anche. Quando purtroppo l’omosessualità è ormai – come posso dire? –  incancrenita, è difficile». Continua la lettura

La rivista “Primo maggio” (1973-1989)

DeriveApprodi Editore, Roma, 2010.

Divagazioni prima della recensione e per la recensione.
Se dico che molti di voi non ci aspettavate, capite a che generazione appartengo.
Siamo una razza nuova, noi. Abbiamo studiato e vaghiamo randagi per l’Europa, ma abbiamo contingenze e urgenze simili a certi operai.  Continua la lettura