fortiniana

Prefazione a «Come ci siamo allontanati»

Come ci siamo allontanati. Ragionamenti su Franco Fortini, a cura di L. Carosso e P. Massari, Milano, Arcipelago, 2016.

 

Se confrontassimo le iniziative per ricordare Fortini in occasione del ventennale della sua morte con le precedenti,1 noteremmo tre fatti significativi: il ridimensionamento della pattuglia di studiosi e amici della vecchia guardia, essendo mancati Cesare Cases, Giovanni Raboni, Michele Ranchetti, Edoarda Masi e Tito Perlini; il silenzio nel ventennale di diverse voci, spesso tra le più autorevoli e qualificate, che lo commemorarono a Siena nel decennale; e l’affacciarsi presso studiosi giovani o meno anziani di due immagini di Fortini più mosse rispetto alle precedenti e consolidate: quella di un Fortini fuori tempo (e fuori dal Novecento) o, si potrebbe dire, di un Fortini oltre Fortini (come si parlò in passato di un Marx oltre Marx); e quella di un giovane Fortini, staccato se non amputato dal Fortini maturo o ideologo.2 Continua la lettura

«Ich höre aufmerksam meine Feinde zu –
Ascolto attentamente i miei nemici»
Il carteggio Fortini – Enzensberger

Impossibile poi prevederne l’effetto, quando ciò che scriviamo viene spinto a cento chilometri e una lingua di distanza: altre luci, altri accordi, una storia sconosciuta ed ecco, molto viene perduto.1

 

Che un autore si trovi, nel medesimo tempo, a tradurre le poesie di un altro e a essere, da questo altro, tradotto a sua volta, è circostanza poco consueta e gravida di implicazioni: lo è ancor di più se i due condividono un orizzonte di pensiero comune, occupano posizioni analoghe all’interno del campo letterario nazionale, guardano agli stessi modelli poetici. Continua la lettura

Per una rilettura delle «Canzonette del Golfo»

La terza parte di Composita solvantur – ultima raccolta fortiniana, edita da Einaudi nel 1994 – è costituita, come è noto, dalle tanto dibattute Sette canzonette del Golfo.1 Si tratta di una sezione particolarmente controversa, in quanto il riferimento alle crudeltà della Prima Guerra del Golfo – ossia alla grande Storia e agli eventi politico‑militari internazionali – non solo viene giustapposto senza soluzione di continuità a scenette private e banalmente quotidiane, ma soprattutto viene filtrato e straniato attraverso un tono volutamente leggero e ironico. Continua la lettura

Due Momenti

Raffaello Sanzio, Madonna Sistina (foto: Staatliche Kunstsammlungen Dresden)

Raffaello Sanzio, Madonna Sistina (foto: Staatliche Kunstsammlungen Dresden)

 

1955. Mosca. Era uno degli ultimi giorni di esposizione delle opere della Galleria di Dresda. I sovietici le restituivano alla Repubblica Democratica Tedesca. La folla sboccò per le sale. Vecchie coppie di coniugi che parevano discese dagli anni Venti, di una intellighenzia non ancora del tutto distrutta. Studenti con occhiali di ferro da populisti. Soldati attoniti, la berretta infilata nella spallina sinistra della giubba. Ma i più belli della folla erano quelli della strada, artigiani, operai, contadine dei mercati colcosiani, bàbuske degli ascensori e delle carrette di kvas. Continua la lettura

Communism Without Guarantees: On Franco Fortini

Franco Fortini (1) (piccola)

 

Marxism is an ephemeral, partisan knowledge. The obsessiveness with which it has sought to secure its documents against the vicissitudes of struggle is perhaps an ironic statement to the condition of a thought and practice whose apotheosis, like that of the proletariat and of philosophy, would mean its disappearance – or at least a change beyond recognition. The ponderous bound volumes of Kim Il Sung’s or Hoxha’s Collected Works are the grim side of this predicament, the philological minutiae of contemporary Marxology its honourable sublimation. Continua la lettura

Behind the victors
Recensione di Robert Gordon a «The Dogs of Sinai»

F. Fortini, The Dogs of Sinai, eng. transl. by A. Toscano, London, Seagull Books, 2014, pp. 140.

 

Franco Fortini’s I cani del Sinai, translated for the first time into English as The Dogs of the Sinai, was published in late November 1967, only a few months after the lightning-quick Six Day War of June 1967 that inspired it. It is a difficult, defiant work, written in the moment- “in anger, with tensed muscles and extreme rage”, as Fortini put it and so it is all the more remarkable that it has retained such personal and political resonance, as well as moments of genuine lyrical force, nearly fifty years on. Continua la lettura

I giovani secondo Fortini
Tre scritti sulla possibilità di un incontro generazionale

Non son colui, non son colui che credi
e altro è da veder che tu non vedi.1

 

Quando Fortini espone il suo punto di vista in merito alle lacerazioni inferte dalla «mutazione» all’universo giovanile, è difficile non pensare a come l’eco delle sue parole possa tornare, tutt’oggi, a sostanziarsi in verbo e a ricomporsi in un discorso di scottante attualità. Continua la lettura

«L’indice dei libri del mese» – Febbraio 2015
Speciale Franco Fortini

«L’indice dei libri del mese» di febbraio 2015 ha dedicato a Fortini un inserto speciale. Questo il sommario:


Speciale Franco Fortini

Un intellettuale, un letterato, dunque un niente, di Luca Lenzini

Franco Fortini «Tutte le poesie», di Davide Dalmas

I cani di Straub e lo smalto della borghesia. Intervista inedita a Franco Fortini, di Peter Kammerer

La poesia come pratica di minoranza, di Andrea Inglese

Proteggete le nostre verità, di Enrico Donaggio

«Come ci siamo allontanati».
Veramente di qui non mi sono mai mosso

Il vecchio ritornello l’abbiamo imparato: mala tempora currunt. E ci crediamo, come se avessero iniziato proprio ora a precipitarsi quei maledetti tempi, quasi che aspettassero noi per diventare ripugnanti: noi giovani, noi post-giovani, noi che quando eravamo giovani noi le cose non andavano così. Noi che la gioventù ce l’hanno scippata. Continua la lettura

Sogno pastorale e drammi della Storia:
fra Mantova e Bor

Nella Prefazione all’edizione del 1967 a Foglio di via Fortini parla della «folla di sconosciuti fratelli maggiori» che negli anni della guerra avevano percorso strade e designato “figure” dell’uomo nella storia tragica in atto (p. 9). Tra questi, insieme a Joszef, Machado, Brecht, Hernandez, Auden, Vallejo, è citato Miklós Radnóti, poeta di recente proposto all’attenzione dei lettori italiani da Donzelli (Mi capirebbero le scimmie, 2009), ma finora poco conosciuto in Italia. Ringraziamo Alessandro Fo, a sua volta poeta (e traduttore elegantissimo), per il bello studio che proponiamo di seguito. Continua la lettura

Internazionalismo di Fortini:
«La statua di Stalin»

Giovedì 4 e venerdì 5 dicembre alle Stanze della Memoria (Via Malavolti, Siena, dalle 17 alle 22) Cecilia Mangini, Michela Zegna e Lorenzo Pallini discuteranno di All’armi siam fascisti (1962) e Processo a Stalin (1963). Pubblichiamo qui il saggio di Donatello Santarone, Internazionalismo di Fortini: La statua di Stalin, dal volume dello stesso Santarone, Le catene che danno le ali. Percorsi educativi tra didattica intercultura letteratura, Firenze, Le Lettere, 2013. Ringraziamo l’editore e l’autore per aver consentito la pubblicazione. Continua la lettura

Bibliografia degli scritti di Franco Fortini

È in corso di stampa la Bibliografia degli scritti di Franco Fortini, a cura di Eleonora Bassi e Elisabetta Nencini, per le edizioni Quodlibet.

In diverso e più breve formato, forniamo qui la parte relativa ai volumi d’autore. Inoltre pubblichiamo un’ampia sezione della Bibliografia della critica, con l’avvertenza che non sono citati i titoli relativi a pezzi giornalistici di ambito genericamente politico e d’attualità; questi saranno inseriti in una sezione a parte del sito, così come la Sitografia della critica, in forte incremento negli ultimi anni: si rimanda qui intanto a Fortiniana.

Tutti i testi citati sono consultabili presso la Biblioteca Umanistica dell’Università di Siena, Via Fieravecchia 19, 53100 Siena, tel. 0577232502.

La redazione sarà grata a tutti quelli che vorranno segnalarci omissioni e inesattezze, scrivendoci a:

elisabetta.nencini@unisi.it