fortiniana

Memoria del futuro
Video

Qui il video della lettura Memoria del futuro. Leggere Franco Fortini a cento anni dalla nascita. I luoghi fiorentini, tenutasi nell’ambito del Festival Internazionale di Poesia Voci lontane, voci sorelle. Firenze, Cimitero degli Inglesi, 12 settembre 2017. Continua la lettura

Franco Fortini 1917-2017
Eventi per il centenario

Il 10 settembre 1917 nasceva a Firenze Franco Fortini. In occasione del centenario presentiamo un riepilogo degli eventi già svolti e di quelli previsti per i prossimi mesi nell’ambito delle iniziative dedicate ai temi e all’eredità di questo protagonista del Novecento.

 

Fortini centenario+Regione

RIEPILOGO DEGLI EVENTI

Convegni e incontri in programma per i prossimi mesi

 
Rappresentazione dell’Atto unico Il soldato
testo Franco Fortini (con drammaturgia di Laura Forti), regia e musiche originali Teo Paoli, con Marion D’Amburgo, Lavinia Rosso, Silvia Baccianti, Alessandro Mazzoni, Lotar Sanchez, produzione Centrale dell’Arte/Associazione Culturale La Nottola di Minerva. A cura della Fondazione Toscana Spettacolo Onlus

6 dicembre, ore 10.30 (per le scuole) e 21.15, Teatro dei Rozzi, piazza Indipendenza 15 – SIENA

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Fortini ’17

11-12 dicembre, Università degli Studi di Padova, Palazzo Bo

I. Fortini traduttore
Pier Vincenzo Mengaldo, Fortini traduttore del «Lycidas» di Milton
Irene Fantappiè, Contro il «disordinato linguaggio dei retori». Riscritture fortiniane di Heine e di Rilke
Discussant: Roberta Malagoli

Presentazione, a cura di Filippo Grendene e Giacomo Morbiato dei volumi: Franco Fortini, I poeti del Novecento (Donzelli, a cura di D. Santarone) e Riccardo Bonavita, L’anima e la storia (Biblion, a cura di T. Mazzucco)

II. Fortini poeta
Bernardo De Luca, «Foglio di via» ovvero la poesia dell’evento
Luca Daino, «Poesia e(d) errore». O dell’incertezza
Thomas Mazzucco, «Una volta per sempre». Fortini e la verità formale
Davide Dalmas, «Storia e natura, mia e non mia»: i confini di «Paesaggio con serpente»
Giacomo Morbiato, «Il custode» e «Composita solvantur»: una lettura fra testo e raccolta
Discussant: Luca Lenzini

III. Fortini critico
Romano Luperini, Introduzione a Fortini critico
Marianna Marrucci, «Verifica dei poteri» e la «forma ambigua» del saggio
Niccolò Scaffai, Forma e responsabilità: il libro dei «Saggi italiani»
Chiara Fenoglio, I «Nuovi saggi italiani»: poesia giustizia verità
Francesco Diaco, «Questioni di frontiera»: il Fortini comparatista e il progetto dei «Saggi stranieri»
Filippo Grendene, Oltre il senso comune. «Insistenze» e «Extrema ratio»
Discussant: Pietro Cataldi

IV. Fortini, le parole chiave
Comunismo / Forma
Marco Gatto, La dialettica della forma come emersione della politica
Luca Basso, «Il comunismo in cammino» come «capacità di riconoscersi nei passati e nei venturi»
Classico / Figura
Gabriele Fichera, Fortini e il classico come figura
Conflitto / Mediazione
Daniele Balicco, Pedagogia, conflitto e utilità
Discussant: Emanuele Zinato

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Una voce fuori campo
Ancora a proposito di Fortini e Sereni

Nel 2013, anno del centenario della nascita di Vittorio Sereni, ebbi occasione di rileggere il carteggio tra Fortini e Sereni,1 ripercorrendo le varie fasi di un rapporto durato quasi quarant’anni, tra alti e bassi, entusiasmi e mugugni, silenzi, lettere torrenziali e epigrammi. A conclusione di quella lettura citai una poesia di Questo muro (1973) che s’intitola A Vittorio Sereni e fa parte della sezione Versi a un destinatario: mi parve una specie di sigillo a quella bellissima e sofferta amicizia, ma anche una sintesi che parlava delle rispettive opere. Continua la lettura

Guerra alla guerra: Brecht e Fortini

Ho visto piegarsi un iracheno carbonizzato
verso me attraverso il parabrezza schiantato,

col tergicristallo che pare una penna
pronta a scrivere pensieri per la Terra,

col tergicristallo che pare uno strumento
che egli afferra per fare testamento.

I saw the charred Iraqi lean
towards me from bomb-blasted screen,

his windscreen wiper like a pen
ready to write down thoughts for men,

his wind screen wiper like a quill
he’s reaching for to make his will.1

Sono le prime tre strofe di 92 del poemetto di 184 versi in tetrapodie giambiche2 a rima baciata A Cold Coming – Un freddo venire, del poeta britannico Tony Harrison. Nato nel 1937 a Leeds, città industriale dello Yorkshire, da una famiglia della working class (il padre era fornaio), studia i classici greci e latini presso l’Università di Leeds e si immerge nella grande tradizione letteraria inglese (da Blake a Shelley, da Keats a Yeats). Continua la lettura

Le figure di Panzieri
Lettura di «Sul primo numero di “Quaderni rossi”»
[«Paesaggio con serpente», 1984]

L’esperienza dei Quaderni rossi rappresenta una tappa centrale nello sviluppo del movimento operaio italiano: i sei numeri, usciti fra 1961 e 1965, forniscono le basi per un’interpretazione rinnovata del panorama nazionale, mutato in seguito al picco di crescita degli ultimi anni Cinquanta e al conseguente ‘ammodernamento’ di apparato produttivo industriale e relazioni lavorative. Continua la lettura

Tra le poesie “scartate” di Franco Fortini

Tutti i testi qui riportati sono conservati presso l’Archivio Franco Fortini dell’Università di Siena nella “scatola XXX”, dove è raggruppata la maggior parte dei numerosi inediti fortiniani – siamo nell’ordine di alcune centinaia – sotto l’etichetta autoriale di Poesie rifiutate. Ne presentiamo qui una piccola selezione, arbitraria ma non casuale, in quanto connessa alle attività di ricerca del curatore (riguardanti la questione della temporalità). Nella “scatola XXX” è possibile trovare molti testi stampati dal Pc Macintosh che il poeta usava negli ultimi anni di vita, ma anche manoscritti e dattiloscritti risalenti ai decenni precedenti. Continua la lettura

Su «Un mese a Johannesburg»

FROM THE EUROPEAN SOUTH
A transdisciplinary journal of postcolonial humanities, 1, 2016, pp. 285-294.

Nella loro relazione di commensurabilità e comparabilità con gli archivi coloniali (Hamilton, Harris, e Pickover 2002), gli archivi del regime sudafricano di apartheid richiedono, tra le varie precauzioni epistemologiche, un lavoro che sappia trarre beneficio dalle indicazioni metodologiche della “multi-sited ethnography” che è stata proposta da George Marcus (1995, 2011). Continua la lettura

Lontananze

Il volume «Come ci siamo allontanati». Ragionamenti su Franco Fortini, pubblicato nel maggio 2016 dall’editore Arcipelago di Novara, è in gran parte costituito dalla rielaborazione degli interventi tenuti tra l’ottobre e il dicembre del 2014 a Milano, presso la Libreria Popolare di via Tadino, nell’ambito di un ciclo di incontri organizzati da Paolo Giovannetti in occasione del ventennale dalla morte dell’intellettuale fiorentino. A questo nucleo originale, però, sono stati aggiunti gli articoli di due giovani studiosi fortiniani, affini per argomento e per taglio ermeneutico ad alcune delle precedenti relazioni. Continua la lettura

Prefazione a «Come ci siamo allontanati»

Come ci siamo allontanati. Ragionamenti su Franco Fortini, a cura di L. Carosso e P. Massari, Milano, Arcipelago, 2016.

 

Se confrontassimo le iniziative per ricordare Fortini in occasione del ventennale della sua morte con le precedenti,1 noteremmo tre fatti significativi: il ridimensionamento della pattuglia di studiosi e amici della vecchia guardia, essendo mancati Cesare Cases, Giovanni Raboni, Michele Ranchetti, Edoarda Masi e Tito Perlini; il silenzio nel ventennale di diverse voci, spesso tra le più autorevoli e qualificate, che lo commemorarono a Siena nel decennale; e l’affacciarsi presso studiosi giovani o meno anziani di due immagini di Fortini più mosse rispetto alle precedenti e consolidate: quella di un Fortini fuori tempo (e fuori dal Novecento) o, si potrebbe dire, di un Fortini oltre Fortini (come si parlò in passato di un Marx oltre Marx); e quella di un giovane Fortini, staccato se non amputato dal Fortini maturo o ideologo.2 Continua la lettura

«Ich höre aufmerksam meine Feinde zu –
Ascolto attentamente i miei nemici»
Il carteggio Fortini – Enzensberger

Impossibile poi prevederne l’effetto, quando ciò che scriviamo viene spinto a cento chilometri e una lingua di distanza: altre luci, altri accordi, una storia sconosciuta ed ecco, molto viene perduto.1

 

Che un autore si trovi, nel medesimo tempo, a tradurre le poesie di un altro e a essere, da questo altro, tradotto a sua volta, è circostanza poco consueta e gravida di implicazioni: lo è ancor di più se i due condividono un orizzonte di pensiero comune, occupano posizioni analoghe all’interno del campo letterario nazionale, guardano agli stessi modelli poetici. Continua la lettura

Per una rilettura delle «Canzonette del Golfo»

La terza parte di Composita solvantur – ultima raccolta fortiniana, edita da Einaudi nel 1994 – è costituita, come è noto, dalle tanto dibattute Sette canzonette del Golfo.1 Si tratta di una sezione particolarmente controversa, in quanto il riferimento alle crudeltà della Prima Guerra del Golfo – ossia alla grande Storia e agli eventi politico‑militari internazionali – non solo viene giustapposto senza soluzione di continuità a scenette private e banalmente quotidiane, ma soprattutto viene filtrato e straniato attraverso un tono volutamente leggero e ironico. Continua la lettura