discussioni

I mille film

Gianni Volpi, I mille film. Guida alla formazione di una cineteca, Milano, Baldini&Castoldi, 2017, pp. 978.

I mille film – nuova edizione postuma, riveduta e accresciuta dall’autore, di un libro del 2003 – ripercorre con sapienza, passione ed eleganza di scrittura un secolo di storia del cinema, quel lungo Novecento che si ascrive nella storia culturale mondiale come secolo del cinema. Critico autorevole e fondatore con Goffredo Fofi della mitica rivista «Ombre rosse», Gianni Volpi (1940-2013) ha svolto anche un ruolo importante per il cinema italiano in istituzioni come l’Associazione italiana amici del cinema d’essai (Aiace) e il Centro Nazionale del cortometraggio. I mille film rappresenta la summa di una carriera di studioso ma anche di spettatore di cinema, un’opera-testamento rivolta ai cinefili di lunga data come ai neofiti che desiderano orientarsi in una vicenda ancora relativamente breve eppure già estremamente densa. Continua la lettura

Attilio Lolini
(1937-2017)

Pubblichiamo il testo dedicato da Mauro Bersani ad Attilio Lolini, recentemente scomparso, e già uscito sulla pagina dedicata all’autore nel portale dell’editore Einaudi. Ringraziamo l’autore per aver autorizzato la pubblicazione.

 

Foto di Maria Luisa Meoni, Siena, 1989 (Archivio Fortini, fondo Carlo Fini); da sinistra: Ruggero Lolini, Attilio Lolini (in piedi), Franco Fortini, Carlo Fini.

Foto di Maria Luisa Meoni, Siena, 1989 (Archivio Fortini, fondo Carlo Fini).
Da sinistra: Ruggero Lolini, Attilio Lolini (in piedi), Franco Fortini, Carlo Fini.

 

Da molti anni si era autoconfinato a San Rocco a Pilli, non lontano dalla sua Siena, e rifiutava inviti che lo smuovessero da casa sua. Ancora per l’uscita del suo primo libro einaudiano, Notizie dalla necropoli. 1974-2004, era venuto a Torino per un piccolo festeggiamento. Ma in occasione dell’uscita di Carte da sandwich, quattro anni fa, non si mosse da casa nemmeno per una importante presentazione organizzata da Giovanni Tesio e altri critici che ci tenevano a omaggiarlo e risarcirlo del troppo silenzio che aveva circondato la sua opera poetica negli anni precedenti. Continua la lettura

Scipio slataper: un mosaico di prospettive

«Voglio morire alla sommità della mia vita». Atti delle iniziative per i cento anni dalla morte di Scipio Slataper, a cura di Lorenzo Tommasini e Luca Zorzenon, Centro Studi Scipio Slataper, Trieste 2016, pp. 256.

Passeggiando per Trieste le tracce slataperiane non sono evidenti come quelle legate a Saba, Svevo e Joyce – i tre letterati eletti a numi tutelari del capoluogo giuliano cui sono dedicate tre fotografatissime statue. Il suo ruolo di scrittore non è neppure sottolineato nella strada a lui dedicata, dove viene rubricato come “volontario triestino”. Eppure, «Slataper è l’anima di Trieste», come sostiene Claudio Magris in Microcosmi con una sintesi brillante. Che subito dopo si rivela però ingarbugliata se non addirittura contraddittoria, appunto, come l’anima della città che ha in questo autore un cantore formidabile. Continua la lettura

Elezioni nel Regno Unito

Supporters gather before a campaign visit by Labour Leader Jeremy Corbyn in West Kirby on May 20, 2017

Supporters gather before a campaign visit by Labour Leader Jeremy Corbyn in West Kirby on May 20, 2017.

 

Il risultato complessivo parla da solo. I laburisti di Corbyn non hanno realizzato il rovesciamento completo della situazione precedente, ritenuto impossibile da tutti, anche dai commentatori seri, ma ci sono andati molto vicino. Più vicino di quanto io non sperassi. Se si guardano i dettagli (i laburisti hanno perso Glasgow East per venti voti – e non è il solo caso) ci si può persino scoprire a pensare che c’è mancato poco. I vecchi, anche non tifosi di calcio, come me, ricordano i “quasi goal” delle radiocronache di Carosio – per l’Italia s’intende. Continua la lettura

Il paziente crede di essere

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Il paziente crede di essere, Gorilla Sapiens Edizioni, Roma 2016, pp. 140.

Il paziente crede di essere, pubblicato da Gorilla Sapiens nel 2016, arriva dopo vent’anni esatti dalla plaquette Elogio dell’opacità (Edizioni Pulcinoelefante, Osnago), esordio in volume di Marco Giovenale, autore romano che già a partire dal 1989 aveva pubblicato poesie e prose in rivista. Della sua ampia produzione si ricorderanno le raccolte di poesia Il segno meno (Manni, Lecce 2003), Shelter (Donzelli, Roma 2010), Maniera nera (Aragno, Torino 2015) e la recentissima Strettoie (Arcipelago Itaca, Osimo 2017); numerosi anche i libri in prosa, tra i quali segnaliamo i due più recenti: white while (Gauss PDF, 2014) e Numeri morali (ebook gammm, 2014). Continua la lettura

Il «principe» Igor alla corte d’onore di Nadia Boulanger*

Nato a Kiev il 27 luglio 1912 da una famiglia ricca di un passato nel quale si intrecciano storici, etnografi, musicologi, poeti, pittori e rivoluzionari, Igor Markevitch (1912-1983) si stabilì con la famiglia in Svizzera nell’inverno del 1915 e si formò musicalmente a Parigi. Era adolescente quando, su consiglio di Alfred Cortot, si presentò a Nadia Boulanger, che intuì immediatamente gli eccezionali doni musicali di compositore e interprete di quello che si sarebbe imposto come uno dei maggiori direttori d’orchestra del suo tempo.

Markevitch
F.B. Frittelli, Igor Markevitch, direttore d’orchestra, disegno, Corbignano-Firenze 1947.

 

Memorie dal taccuino d’un volontario

G. Stuparich, Guerra del ’15, a cura e con un saggio di G. Sandrini, Macerata, Quodlibet, 2015, pp. 197.

Il ritorno in libreria dopo diversi decenni di assenza di Guerra del ’15 di Giani Stuparich, diario che racconta giorno per giorno le vicende dei primi due mesi della Grande Guerra viste dagli occhi di un volontario giuliano, è una novità da salutare favorevolmente. In effetti, tra le numerosissime iniziative per ricordare il centenario del conflitto mondiale, si sentiva la mancanza di una ristampa di questo testo che da tempo è stato riconosciuto come una testimonianza fondamentale all’interno del più ampio panorama della letteratura scaturita dall’esperienza bellica. Continua la lettura

Direi di no

Enrico Donaggio, Direi di no. Desideri di migliori libertà, Milano, Feltrinelli, 2016, pp. 160.

Il libro di Enrico Donaggio è un libro da leggere, e non si presta ad un riassunto “oggettivo”. Ricco di riferimenti e di allusioni, privo di apparati eruditi e parsimonioso nelle citazioni – nel confronto con autori classici o contemporanei privilegia il discorso indiretto libero e la parafrasi –, dall’andatura apparentemente divagante e discontinua, il lavoro di Donaggio si presenta come una meditazione che occorre seguire in funzione dei propri interrogativi, e da cui prelevare domande e risposte, sollecitazioni e ispirazioni. Continua la lettura

Margine

Poiché solo la conoscenza che si trasforma in azione fugge alla morte. (Lukács)

In questo breve intervento accolgo le domande che Rino Genovese, lo scorso aprile, ha rivolto invitando tutti gli interessati alla discussione sulla critica e sulla sua possibile funzione oggi.1

Lo stesso Genovese, presentando sul sito de «Il Ponte» la Fondazione per la critica sociale, mette insieme due idee o se vogliamo due speranze: restituire alla critica uno statuto militante e rimettere al centro della discussione il conflitto sociale. Un programma non da poco, la cui difficoltà principale consiste nel fatto che il conflitto sociale al momento non è al centro né del discorso critico né di quello politico in generale. Continua la lettura

Poesie scelte (1975-2011)

Michail Ajzenberg, Poesie scelte (1975-2011), trad. dal russo di Elisa Baglioni, Transeuropa, Massa 2013, pp. 143, € 10.00.

La duplice natura del moscovita Michail Ajzenberg (1948) – tra i maggiori poeti russi viventi e tra i maggiori critici militanti viventi – potrebbe indurre al sospetto: di rado una palese vocazione lirica va a coniugarsi armonicamente con la disposizione chiarificatrice propria all’indagatore di poetiche altrui. È, invece, il caso dell’autore in questione, ma secondo una specie di linea di proporzionalità inversa, che – semplificando e sgrossando – vuole tanto delucidante l’Ajzenberg-critico quanto cifrato l’Ajzenberg-poeta. Continua la lettura

Compagni e maestri

Luca Baranelli, Compagni e maestri, Quodlibet, Macerata 2016, pp. 102.

Prima di cominciare, invochiamo la Musa. In un articolo su Pasolini del ’92 Fortini ebbe a scrivere che, nonostante le brucianti divergenze, li accomunava l’idea di «una società che non vuole padri, se non dopo avere incontrati dei fratelli, né maestri se non dopo avere riconosciuti dei compagni». Compagni e maestri dunque – e magari, con Meneghello, rigorosamente «piccoli». Continua la lettura

Novísimos – Novissimi
Intersecciones entre la poesía española e italiana

Espéculo – Revista de estudios literarios
Facultad de Ciencias de la Información, Universidad Complutense de Madrid
n. 41 – marzo-junio 2009

La ruptura con las generaciones precedentes marcará la década de los setenta. El surgimiento de una nueva sociedad, el relajamiento y posterior desaparición de la censura y el nuevo ambiente de libertad también se traducirán en una poesía alejada del realismo y de las tradiciones en España. Este distanciamiento quedará ya evidenciado a finales de los sesenta con Arde el Mar, de Pere Gimferrer, en 1966, o con Dibujo de la muerte de Guillermo Carnero, de 1967. Continua la lettura

Vicino/Lontano
Una replica a Francesco Diaco

Ho riletto con attenzione Lontananze di Francesco Diaco e vorrei muovere all’autore alcune obiezioni, partendo da un mio convincimento rafforzatosi negli ultimi tempi: il discorso su Fortini e la sua opera è meglio che non si riduca a un confronto  tra “fortiniani” o addetti ai lavori. Non ho pregiudizi verso gli studiosi che si applichino da specialisti a un autore anche per me fondamentale, ma la piega  scolastica che a volte anche la riflessione sull’opera di Fortini ha assunto in passato andrebbe evitata. Continua la lettura

John & Julio

Julio Cortázar, A passeggio con John Keats, Roma, Fazi, 2014.

Se un editore non del giro grosso pubblica un libro come A passeggio con John Keats – oltre seicento pagine di doppia ed esuberante genialità, quella di John e quella di Julio, che s’incontrano e dialogano sulla poesia, sull’esistenza e sul mondo – la cosa migliore che può succedergli è che nessuno ne parli. Continua la lettura

Nonostante Gramsci

Marco Gatto, Nonostante Gramsci. Marxismo e critica letteraria nell’Italia del Novecento, Macerata, Quodlibet, 2016, pp. 191.

L’Italia si conferma «paese senza». Oltre che «paese senza eroi», secondo una recente e felice formula, sembra essere anche paese senza teorici. Più precisamente: senza teorici letterari gramsciani. L’ultimo stimolante lavoro di Marco Gatto si intitola Nonostante Gramsci. Marxismo e critica letteraria nell’Italia del Novecento. In esso si ricostruiscono cinquant’anni di incontri mancati fra marxismo letterario e pensiero gramsciano. Continua la lettura

I nostri poeti

I nostri poeti. Antologia civile essenziale dell’Italia repubblicana, a cura di Stefano Guerriero, Roma, Edizioni dell’Asino, 2016.

Stefano Guerriero ha curato un’agile antologia della poesia civile pubblicata in Italia a partire dal secondo dopoguerra. L’operazione non era certo facile, poiché la nostra poesia ha più volte esibito, lungo tutto il Novecento, un rapporto contraddittorio nei confronti della memoria collettiva, dei valori unanimemente condivisi, dell’identità nazionale. Continua la lettura

Il lavoro del poeta

Niccolò Scaffai, Il lavoro del poeta. Montale, Sereni, Caproni, Roma, Carocci, 2015.

Esperienze, letture, incontri, missive, «occasioni». Ma anche sviste, abbagli, «operazioni microscopiche e silenziose»:1 rimuginazioni. Dietro la poesia c’è tutto questo: sono le circostanze dell’esistenza – mediate attraverso la tecnica – a nutrire la scrittura, e a tenerla in piedi, come fili sottili ma impossibili da recidere. Continua la lettura

Dodici apostati

Dodici apostati. Dodici critici dell’ideologia italiana, a cura di Filippo La Porta, Brescia, Enrico Damiani Editore e Associati, 2015, p. 128, € 15.

 

Se una dottrina religiosa, o anche solo un’ideologia, diventa silenziosamente dominante fino a restringere sempre più il campo del possibile, la sua negazione diventa un atto liberatorio: un movimento di partenza per aprire nuovi orizzonti di sviluppo. Continua la lettura

Per Renato Solmi

Sabato 2 aprile al Centro Studi Sereno Regis di Torino ha avuto luogo una serata per ricordare Renato Solmi.

Sono intervenuti Tommaso Munari, Simone Scala con ampie e approfondite relazioni sul pensiero e il lavoro editoriale di Solmi, a cui hanno fatto seguito testimonianze di Francesco Ciafaloni, Giovanni Ramella, Cesare Pianciola, Enrico Peyretti. Hanno introdotto Enzo Ferrara e Massimo Cappitti, organizzatori della serata; Luca Baranelli ha dato inizio ai lavori con un breve e intenso saluto. Continua la lettura