discussioni

Su «Punctum fluens» di Antonio Bisaccia
Osservazioni sull’antinomia tra realtà e astrazione nel film sperimentale

Sì, è nata un’arte, forse la maggiore, ma è ancora in una stalla; non ha avuto la visita dei re Magi alla sua nascita. Vogliono farne, da grande, un prestigiatore da music hall o un interprete. Siamo pochi in tutto il mondo a vegliarla gelosamente, prosternati davanti alla culla come pastori di Betlemme, e se necessario la difenderemo usando il bastone.1

Siamo nel 1928. Con queste parole, non senza un filo di retorica, Abel Gance intendeva riassumere la propria idea di cinema, al contempo esponendo una poetica, mettiamola così, operativa e militante. Ed è proprio in tal senso che quel tono retorico si mostra funzionale all’oggetto polemico, ovvero il cinema stesso, col suo linguaggio conteso tra una direzione mercantile e un’altra pura. Continua la lettura

Archeologia di un matrimonio
Su «Lacci» di Domenico Starnone

Quale memoria si conserva di un matrimonio sopravvissuto alla rottura? Cosa resiste al furto degli anni? Tra le tante storie materiali, tra l’accumulo dei discorsi, cosa lega davvero i singoli alla minacciosa cantilena dell’«io ero… tu eri…»? E, soprattutto, quante realtà e quante narrazioni parallele vivono dentro il flusso uniforme dell’esistenza trascorsa sotto un medesimo tetto? Il romanzo di Domenico Starnone costruisce un edificio che dà spazio precisamente a questi dubbi, articolandoli sia tematicamente sia stilisticamente: per questo Lacci non è, semplicemente, un romanzo sulla crisi di un rapporto di coppia, ma un’opera che allestisce, attraverso se stessa, gli autoscenari di irrealizzazione di sé tenuti in piedi dai pilastri indistruttibili del matrimonio. Continua la lettura

Ascoltando Sokolov

Grigory Sokolov

Una mia impressione sull’ascolto dal vivo di un recente recital del grande pianista russo Grigorij Sokolov non può non partire da una premessa, che dovrà esser sempre chiara e presente nella mente di chi leggerà questo mio scritto, anche e soprattutto nel caso in cui alcuni dei miei punti di vista sull’arte pianistica di questo interprete non dovessero collimare con quell’idea generale di genialità condivisa dalla critica e da una consistente fetta di ascoltatori: Sokolov è un grande artista, un musicista di altissima levatura, un pianista sbalorditivo. Affermo ciò con tale convinzione che le mie parole potrebbero tranquillamente assumere connotati di autentico assioma; qualcosa, quindi, che è vero di per sé e che non è necessario dimostrare. Continua la lettura

Esercizi di sopravvivenza dello scrittore italiano
Quattro prose di Francesco Forlani, Andrea Inglese,
Giacomo Sartori, Giuseppe Schillaci

Esercizi di sopravvivenza dello scrittore italiano, a cura di F. Forlani, A. Inglese, G. Sartori, G. Schillaci [Il cartello], in «Nuova Prosa», 68, 2017, Socialpatie, a cura di S. Castiglione.

Quattro autori italiani, Francesco Forlani, Andrea Inglese, Giacomo Sartori e Giuseppe Schillaci, si sono riuniti in una “formazione improvvisata”, secondo la loro definizione, che hanno chiamato «Il cartello». Tutti e quattro vivono a Parigi, e hanno in comune la collaborazione, a diverso titolo, al blog letterario «Nazione Indiana». I loro percorsi biografici ed artistici, le loro scelte espressive e di stile sono tutt’altro che omogenee, ma leggendo i testi pubblicati su «Nuova Prosa» (e, in traduzione, nel numero 65 de «La revue littéraire»), quattro prose brevi che accompagnano la presentazione del gruppo, e che vertono sulla loro condizione di scrittori italiani non mainstream, si è colpiti dalla postura condivisa, dall’approccio comune alla questione che mostrano di avere. Continua la lettura

Versioni di me medesimo

Alessandro Niero, Versioni di me medesimo, Massa, Transeuropa, 2014.

Un mondo di sfuggenti ossessioni e di sottili conforti si affaccia da questa raccolta di versi, la terza data alle stampe da Alessandro Niero dopo Il cuoio della voce (Voland, 2004) e il misto di prosa e poesia di A.B.C. Chievo (Passigli, 2013). Come nel Paterson di Jim Jarmusch, un uomo non si sottrae a nessuna delle sue più ordinarie incombenze: entra nei negozi e negli istituti, lascia la figlia a scuola o fa il turista, si sposta in treno o fa rifornimento di benzina. Il suo orecchio è sempre attento alla risacca del quotidiano, a cavare poesia dalle sue pieghe più inaspettate, intrecciandole con i suoi propri assilli. Quello sul tempo, innanzitutto: le sue sospensioni, gli stratagemmi opposti al suo trascorrere, il suo dilatarsi nell’atto della lettura (la pagina di libro intrattiene infatti una relazione assai stretta col tempo). Continua la lettura

Il dominio della forma
Alcune osservazioni sopra «Rimi» di Gabriele Frasca

Uno scrittore che decida, oggi, di sottoporsi alla disciplina dell’endecasillabo sceglie la signoria e la servitù allo stesso tempo: dà forma all’esistente mediante l’obbedienza alla tradizione. Il rispetto del metro e degli accenti fa sembrare il contenuto d’esperienza astratto e impersonale, mentre in realtà il dominio sopra la materia è imposto con violenza; il soggetto che non si trova nei versi è nascosto nella forma. Continua la lettura

I mille film

Gianni Volpi, I mille film. Guida alla formazione di una cineteca, Milano, Baldini&Castoldi, 2017, pp. 978.

I mille film – nuova edizione postuma, riveduta e accresciuta dall’autore, di un libro del 2003 – ripercorre con sapienza, passione ed eleganza di scrittura un secolo di storia del cinema, quel lungo Novecento che si ascrive nella storia culturale mondiale come secolo del cinema. Critico autorevole e fondatore con Goffredo Fofi della mitica rivista «Ombre rosse», Gianni Volpi (1940-2013) ha svolto anche un ruolo importante per il cinema italiano in istituzioni come l’Associazione italiana amici del cinema d’essai (Aiace) e il Centro Nazionale del cortometraggio. I mille film rappresenta la summa di una carriera di studioso ma anche di spettatore di cinema, un’opera-testamento rivolta ai cinefili di lunga data come ai neofiti che desiderano orientarsi in una vicenda ancora relativamente breve eppure già estremamente densa. Continua la lettura

Attilio Lolini
(1937-2017)

Pubblichiamo il testo dedicato da Mauro Bersani ad Attilio Lolini, recentemente scomparso, e già uscito sulla pagina dedicata all’autore nel portale dell’editore Einaudi. Ringraziamo l’autore per aver autorizzato la pubblicazione.

 

Foto di Maria Luisa Meoni, Siena, 1989 (Archivio Fortini, fondo Carlo Fini); da sinistra: Ruggero Lolini, Attilio Lolini (in piedi), Franco Fortini, Carlo Fini.

Foto di Maria Luisa Meoni, Siena, 1989 (Archivio Fortini, fondo Carlo Fini).
Da sinistra: Ruggero Lolini, Attilio Lolini (in piedi), Franco Fortini, Carlo Fini.

 

Da molti anni si era autoconfinato a San Rocco a Pilli, non lontano dalla sua Siena, e rifiutava inviti che lo smuovessero da casa sua. Ancora per l’uscita del suo primo libro einaudiano, Notizie dalla necropoli. 1974-2004, era venuto a Torino per un piccolo festeggiamento. Ma in occasione dell’uscita di Carte da sandwich, quattro anni fa, non si mosse da casa nemmeno per una importante presentazione organizzata da Giovanni Tesio e altri critici che ci tenevano a omaggiarlo e risarcirlo del troppo silenzio che aveva circondato la sua opera poetica negli anni precedenti. Continua la lettura

Scipio Slataper: un mosaico di prospettive

«Voglio morire alla sommità della mia vita». Atti delle iniziative per i cento anni dalla morte di Scipio Slataper, a cura di Lorenzo Tommasini e Luca Zorzenon, Centro Studi Scipio Slataper, Trieste 2016, pp. 256.

Passeggiando per Trieste le tracce slataperiane non sono evidenti come quelle legate a Saba, Svevo e Joyce – i tre letterati eletti a numi tutelari del capoluogo giuliano cui sono dedicate tre fotografatissime statue. Il suo ruolo di scrittore non è neppure sottolineato nella strada a lui dedicata, dove viene rubricato come “volontario triestino”. Eppure, «Slataper è l’anima di Trieste», come sostiene Claudio Magris in Microcosmi con una sintesi brillante. Che subito dopo si rivela però ingarbugliata se non addirittura contraddittoria, appunto, come l’anima della città che ha in questo autore un cantore formidabile. Continua la lettura

Elezioni nel Regno Unito

Supporters gather before a campaign visit by Labour Leader Jeremy Corbyn in West Kirby on May 20, 2017

Supporters gather before a campaign visit by Labour Leader Jeremy Corbyn in West Kirby on May 20, 2017.

 

Il risultato complessivo parla da solo. I laburisti di Corbyn non hanno realizzato il rovesciamento completo della situazione precedente, ritenuto impossibile da tutti, anche dai commentatori seri, ma ci sono andati molto vicino. Più vicino di quanto io non sperassi. Se si guardano i dettagli (i laburisti hanno perso Glasgow East per venti voti – e non è il solo caso) ci si può persino scoprire a pensare che c’è mancato poco. I vecchi, anche non tifosi di calcio, come me, ricordano i “quasi goal” delle radiocronache di Carosio – per l’Italia s’intende. Continua la lettura

Il paziente crede di essere

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Il paziente crede di essere, Gorilla Sapiens Edizioni, Roma 2016, pp. 140.

Il paziente crede di essere, pubblicato da Gorilla Sapiens nel 2016, arriva dopo vent’anni esatti dalla plaquette Elogio dell’opacità (Edizioni Pulcinoelefante, Osnago), esordio in volume di Marco Giovenale, autore romano che già a partire dal 1989 aveva pubblicato poesie e prose in rivista. Della sua ampia produzione si ricorderanno le raccolte di poesia Il segno meno (Manni, Lecce 2003), Shelter (Donzelli, Roma 2010), Maniera nera (Aragno, Torino 2015) e la recentissima Strettoie (Arcipelago Itaca, Osimo 2017); numerosi anche i libri in prosa, tra i quali segnaliamo i due più recenti: white while (Gauss PDF, 2014) e Numeri morali (ebook gammm, 2014). Continua la lettura

Il «principe» Igor alla corte d’onore di Nadia Boulanger*

Nato a Kiev il 27 luglio 1912 da una famiglia ricca di un passato nel quale si intrecciano storici, etnografi, musicologi, poeti, pittori e rivoluzionari, Igor Markevitch (1912-1983) si stabilì con la famiglia in Svizzera nell’inverno del 1915 e si formò musicalmente a Parigi. Era adolescente quando, su consiglio di Alfred Cortot, si presentò a Nadia Boulanger, che intuì immediatamente gli eccezionali doni musicali di compositore e interprete di quello che si sarebbe imposto come uno dei maggiori direttori d’orchestra del suo tempo.

Markevitch
F.B. Frittelli, Igor Markevitch, direttore d’orchestra, disegno, Corbignano-Firenze 1947.

 

Memorie dal taccuino d’un volontario

G. Stuparich, Guerra del ’15, a cura e con un saggio di G. Sandrini, Macerata, Quodlibet, 2015, pp. 197.

Il ritorno in libreria dopo diversi decenni di assenza di Guerra del ’15 di Giani Stuparich, diario che racconta giorno per giorno le vicende dei primi due mesi della Grande Guerra viste dagli occhi di un volontario giuliano, è una novità da salutare favorevolmente. In effetti, tra le numerosissime iniziative per ricordare il centenario del conflitto mondiale, si sentiva la mancanza di una ristampa di questo testo che da tempo è stato riconosciuto come una testimonianza fondamentale all’interno del più ampio panorama della letteratura scaturita dall’esperienza bellica. Continua la lettura

Direi di no

Enrico Donaggio, Direi di no. Desideri di migliori libertà, Milano, Feltrinelli, 2016, pp. 160.

Il libro di Enrico Donaggio è un libro da leggere, e non si presta ad un riassunto “oggettivo”. Ricco di riferimenti e di allusioni, privo di apparati eruditi e parsimonioso nelle citazioni – nel confronto con autori classici o contemporanei privilegia il discorso indiretto libero e la parafrasi –, dall’andatura apparentemente divagante e discontinua, il lavoro di Donaggio si presenta come una meditazione che occorre seguire in funzione dei propri interrogativi, e da cui prelevare domande e risposte, sollecitazioni e ispirazioni. Continua la lettura

Margine

Poiché solo la conoscenza che si trasforma in azione fugge alla morte. (Lukács)

In questo breve intervento accolgo le domande che Rino Genovese, lo scorso aprile, ha rivolto invitando tutti gli interessati alla discussione sulla critica e sulla sua possibile funzione oggi.1

Lo stesso Genovese, presentando sul sito de «Il Ponte» la Fondazione per la critica sociale, mette insieme due idee o se vogliamo due speranze: restituire alla critica uno statuto militante e rimettere al centro della discussione il conflitto sociale. Un programma non da poco, la cui difficoltà principale consiste nel fatto che il conflitto sociale al momento non è al centro né del discorso critico né di quello politico in generale. Continua la lettura

Poesie scelte (1975-2011)

Michail Ajzenberg, Poesie scelte (1975-2011), trad. dal russo di Elisa Baglioni, Transeuropa, Massa 2013, pp. 143, € 10.00.

La duplice natura del moscovita Michail Ajzenberg (1948) – tra i maggiori poeti russi viventi e tra i maggiori critici militanti viventi – potrebbe indurre al sospetto: di rado una palese vocazione lirica va a coniugarsi armonicamente con la disposizione chiarificatrice propria all’indagatore di poetiche altrui. È, invece, il caso dell’autore in questione, ma secondo una specie di linea di proporzionalità inversa, che – semplificando e sgrossando – vuole tanto delucidante l’Ajzenberg-critico quanto cifrato l’Ajzenberg-poeta. Continua la lettura

Compagni e maestri

Luca Baranelli, Compagni e maestri, Quodlibet, Macerata 2016, pp. 102.

Prima di cominciare, invochiamo la Musa. In un articolo su Pasolini del ’92 Fortini ebbe a scrivere che, nonostante le brucianti divergenze, li accomunava l’idea di «una società che non vuole padri, se non dopo avere incontrati dei fratelli, né maestri se non dopo avere riconosciuti dei compagni». Compagni e maestri dunque – e magari, con Meneghello, rigorosamente «piccoli». Continua la lettura

Novísimos – Novissimi
Intersecciones entre la poesía española e italiana

Espéculo – Revista de estudios literarios
Facultad de Ciencias de la Información, Universidad Complutense de Madrid
n. 41 – marzo-junio 2009

La ruptura con las generaciones precedentes marcará la década de los setenta. El surgimiento de una nueva sociedad, el relajamiento y posterior desaparición de la censura y el nuevo ambiente de libertad también se traducirán en una poesía alejada del realismo y de las tradiciones en España. Este distanciamiento quedará ya evidenciado a finales de los sesenta con Arde el Mar, de Pere Gimferrer, en 1966, o con Dibujo de la muerte de Guillermo Carnero, de 1967. Continua la lettura

Vicino/Lontano
Una replica a Francesco Diaco

Ho riletto con attenzione Lontananze di Francesco Diaco e vorrei muovere all’autore alcune obiezioni, partendo da un mio convincimento rafforzatosi negli ultimi tempi: il discorso su Fortini e la sua opera è meglio che non si riduca a un confronto  tra “fortiniani” o addetti ai lavori. Non ho pregiudizi verso gli studiosi che si applichino da specialisti a un autore anche per me fondamentale, ma la piega  scolastica che a volte anche la riflessione sull’opera di Fortini ha assunto in passato andrebbe evitata. Continua la lettura

John & Julio

Julio Cortázar, A passeggio con John Keats, Roma, Fazi, 2014.

Se un editore non del giro grosso pubblica un libro come A passeggio con John Keats – oltre seicento pagine di doppia ed esuberante genialità, quella di John e quella di Julio, che s’incontrano e dialogano sulla poesia, sull’esistenza e sul mondo – la cosa migliore che può succedergli è che nessuno ne parli. Continua la lettura